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La banalità del male

di Arianna Ciccone [1]

La banalità del male, il gusto di escludere, di infierire sull’altro perché “non dei nostri”. La carogna nera guida alcune scelte che si stanno prendendo in questi giorni. La gioia del sopruso ottuso.

Un emendamento della Lega alla legge di bilancio esclude i cittadini extracomunitari dalle agevolazioni per le famiglie numerose (la carta della famiglia). E lo Stato non risparmierà niente.

Un emendamento che si basa solo esclusivamente su una ideologia dell’odio. Intendiamoci avrebbe fatto schifo anche se ci fosse stato un risparmio da parte dello Stato.

Siamo ormai all’instillazione quotidiana e istituzionalizzata da parte del Potere di veleno contro altri esseri umani. Siamo ben oltre la ‘paura’ con cui si cerca di spiegare questa ondata di ostilità verso l’altro. Una volta ci si vergognava ad esprimere posizioni razziste perché socialmente riprovevoli, oggi assistiamo a vere e proprie performance di compiacimento nelle espressioni violente e di odio.

E c’è di più: non basta odiare i neri (perché a questo siamo), vanno denigrati quelli che non odiano, perché buonisti che non capiscono come va il mondo e come dovrebbe andare…

È una cosa molto più diffusa, più complessa di quello che immaginiamo quando diciamo “questo odio è dovuto al fatto che alcuni politici per consenso mettono i penultimi contro gli ultimi”. Quasi come una forma di consolazione, perché questa spiegazione ci fa da scudo, crea un cuscinetto protettivo delle nostre coscienze, permettendoci di non guardare quel lato oscuro, inquietante, malvagio che ci appartiene come esseri umani e che non è colpa della ‘austerità’ imposta dall’Europa.

In una democrazia, in uno Stato di diritto chi tenta un furto viene consegnato alla polizia. Oggi qualcuno si è sentito libero nonostante la donna fosse già nelle mani dei vigilanti di picchiare, aggredire, attaccare violentemente e brutalmente, strapparla dalle mani dei vigilanti, e continuare a colpire davanti agli occhi della piccola figlia della donna buttata per aria tra lacrime di paura. Chi ha tentato di fermare l’aggressione è stata a sua volta aggredita perché “buonista” e radical chic. Mi auguro che chi ha commesso quell’aggressione sia denunciato e paghi per quella violenza brutale.

Ieri ai volontari del Baobab la polizia ha impedito di dare un pasto caldo agli immigrati che dormono per strada. Una violenza gratuita.

Ci sono i mandanti di questa quotidiana, scientifica instillazione di veleno che sfocia nella violenza, nel sentimento sempre più profondo, incarognito, spavaldo, fiero di odio verso “chi non è dei nostri”, neri e buonisti compresi. Ci sono i mandanti e ci sono i complici silenti.

Fonti:

🔸 Il Post: bit.ly/carta-famiglia-extracomunitari [2]
🔸 Repubblica: bit.ly/rom-metro-roma [3]
🔸 Baobab Experience: bit.ly/baobab-pasto-caldo [4]
🔸 Corriere della Sera: bit.ly/paura-stranieri [5]

Già pubblicato sulla pagina facebook [6] di Valigia Blu [7]
1 Comment (Open | Close)

1 Comment To "La banalità del male"

#1 Comment By mariapaola On 21 Aprile 2019 @ 15:11

nel momento che sei cittadino italiano, cioè se hai la cittadinanza italiana, hai tutti i diritti di un qualsiasi altro italiano, quindi in questo senso la questione non si pone.
Dal punto di vista umano e morale, neppure , come esseri umani tutti abbiamo il diritto di essere trattati in modo uguale.
I delinquenti è giusto che vengano puniti dalla legge quindi dove sta il di questa situazione?
in effetti a prima vista sembra trattarsi di razzismo, ma andando più
a fondo ,non si tratta forse di una paura ancestrale indominabile che ha nelle sue radici l istinto di sopravvivenza? che è piu potente di qualsiasi ragione morale e umanitaria?non ha senso parlare di politica in questo contesto, la paura degli italiani o di molti italiani è quella di sentirsi sopraffatta dalla quantità di stranieri extracomunitari che arrivano ma che sopratutto arriveranno in futuro a condividere e a prendere tutto ciò che prima era esclusivamente riservato soltanto a loro , in quanto autoctoni, e intrisi ovviamente di tradizioni, cultura e modo di vivere tipici della nazione di appartenenza, cosi differenti dalla cultura africana .
Non sono certo da giustificare gli atti e i pensieri violenti a sfondo cosidetto razzistico ma da un punto di vista emotivo si può comprendere.