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 Fonderiexpo: terzo e conclusivo appuntamento con l’arte
Una rassegna apprezzata dalla critica e dal pubblico
di Enzo Dall’Ara

 

 
 

Alle “Fonderie”, interessante locale di tendenza ubicato a Forlì, in viale Vittorio Veneto 7, si è concluso il programma artistico-culturale “Fonderiexpo”, ideato ed organizzato da Luigi Impieri. Incentrato, come i due precedenti incontri, su analisi e conversazioni d’arte, il terzo appuntamento ha schiuso ulteriori “finestre” sull’espressione creativa contemporanea italiana, registrando significativi dialoghi sugli esiti formali e contenutistici di artisti provenienti da diverse aree geografiche e indirizzati a differenti ambiti operativi. La manifestazione ha anche sollecitato efficaci dibattiti sul senso e sulle implicazioni dell’arte nell’attuale realtà sociale, evidenziando come l’urgenza del creare sia tuttora viva e feconda.
In un momento in cui l’arte sembra sovente agonizzare nei meandri di scelte estetiche e di indirizzi divulgativi ubbidienti a leggi mercantilistiche, l’iniziativa ha cercato di coagulare intorno a sé interessi intellettuali e critici proiettati ad elevare lo spirito culturale dell’espressione creativa. Nell’anelito che la manifestazione possa diventare un appuntamento consolidato nel tempo, si è cercato di coinvolgere nella speculazione artistica non soltanto addetti ai lavori, ma anche un pubblico attento alle problematiche culturali. La terza e conclusiva rassegna ha presentato eloquenti opere di sei artisti fissi, Lorenza Altamore, Paola Babini, Rosetta Berardi, Italo Gafà, Luigi Impieri, Antonio Vivona, i cui traguardi espressivi sono già stati consecutivamente ammirati anche nelle due precedenti esposizioni. Alle loro creazioni sono poi stati coniugati valenti dipinti di un artista invitato come ospite, Raffaele Iannone.
Dei sei artisti fissi e del loro percorso creativo si è scritto, anche se in estrema sintesi, in occasione delle due rassegne precedentemente organizzate, per cui in questo contesto si evidenziano alcune considerazioni critiche relative soltanto agli esiti dell’iter espressivo dell’artista ospite. Raffaele Iannone, napoletano, vive da anni a Maratea, dove, oltre a svolgere attività di docente, si è sempre dedicato con successo all’arte, consolidando un perspicuo rapporto fra uomo e ambiente. Sua è la proposizione di un raggio luminoso “laser” di colore rosso, congiungente nei primi giorni di maggio del 2004 la statua del Redentore, sul monte di Maratea, con la basilica di San Biagio. Così, un “arco” di luce ha disegnato il cielo per la lunghezza di trecento metri, effondendo un chiaro messaggio di unione trascendente. Alle “Fonderie” di Forlì l’artista ha esposto interessanti opere pittoriche, che rivelano un chiaro sigillo di raffinatezza creativa, siglata da un calibrato divenire spazio-temporale di toni cromatici depositari di acuta sapienza nel fluire del simbolo e dell’astrazione. La riflessione artistica scorre su sintesi geometriche in cui il rigore concettuale si tinge della luce interiore e della sobria poesia dell’armonia silente. I dipinti, definiti da assoluta essenzialità formale, sottendono la sicurezza della “ratio” compositiva e l’anelato approdo a libere idealità dialettiche.

 

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09/05/05

 

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