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Ettore Masina, giornalista, uomo politico e scrittore, fondatore di Rete Radié Resh, la rete di solidarietà attiva con il popolo palestinese ma anche con popoli dell’Africa e dell’America Latina, ci ha lasciati.  Il popolo palestinese perde un grande amico e il mondo, tutto, perde l’uomo che ha mostrato con coerenza e coraggio la possibilità di fondere comunismo e cristianesimo, impegno politico e sociale, puntando sempre sul rispetto dei diritti umani e della propria dignità professionale. Aveva quasi novant’anni ed ancora, all’occasione, diceva di essere profondamente innamorato di sua moglie, Clotilde. Chi ha conosciuto Clotilde, psicoterapeuta di professione e accompagnatrice per scelta di suo marito, non ha motivo di dubitarne.

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Abitare il deserto

Abitare_il_desertoLetture dal volume

Abitare il deserto

Venerdì 2 settembre ore 21
giardino del Museo San Rocco
Fusignano

Testi di:
Yari Bernasconi, Luigi Filippelli, Maddalena Lotter, Franca Mancinelli, Jacopo Narros,
Bernardo Pacini, Jacopo Ramonda, Damiano Sinfonico, Orso Jacopo Tosco.

 

 

 

Inaugurazione della mostra

sabato 3 settembre ore 11
Museo San Rocco
Fusignano

 

Fotografie di:
Fabrizio Albertini, Nicola Baldazzi, Davide Baldrati, Marina Caneve, Francesca Gardini,
Richard Max Gavrich, Massao Mascaro, Domingo Milella, Mohammadreza Mirzaei, Riccardo Muzzi,
Francesco Neri, Mattia Parodi, Luca Piras, Giacomo Pulcinelli, Piergiorgio Sorgetti,
Giacomo Streliotto, Matteo Vandelli, Xiaoxiao Xu.

Abitare il deserto

di Giovanni Zaffagnini

A trent’anni di distanza dalle Traversate del deserto condotte, nel 1986, da Gianni Celati alla ricerca della «piccola oasi» (e testimoniate dal libro pubblicato dalle edizioni ravennati Essegi), abbiamo chiesto ad alcuni giovani autori di esprimere il loro punto di vista sull’abitare il deserto. Lo hanno fatto senza pregiudizi e senza pretendere di affermare una sola verita’, rifiutando con lucida semplicità, la denuncia urlata e l’invadenza degli effetti speciali. Continua a leggere »

di Anna Toro
Siamo in uno stato di guerra permanente e globale, una guerra necessaria nella quale ognuno deve fare la propria parte, Italia compresa. O almeno, è quello che intendono il governo e alcuni parlamentari quando invocano il “principio di realtà” in politica per giustificare tutte le scelte principali in questo senso, compreso l’acquisto e l’esportazione di armi. C’è però un altro principio, il vero bandolo della matassa di questo circolo vizioso che ci porta ad armarci sempre di più, per “difenderci” da coloro che probabilmente abbiamo contribuito ad armare: è il mercato, con le sue leggi e i suoi protagonisti che spesso agiscono nell’ombra influenzando le decisioni politiche, mentre i media preferiscono invocare le crisi e le emergenze (migranti, terrorismo) su cui spostare l’attenzione dell’opinione pubblica. Il seminario parlamentare dal titolo “Guerre, Scelte di pace e riconversione industriale” che si è tenuto il 5 luglio a Montecitorio e promosso dal Movimento politico per l’unità italiano, è l’ennesimo tentativo della società civile di intavolare un dibattito e cercare interlocutori fra le istituzioni affinché questi temi non passino come al solito sottobanco. Continua a leggere »

di Stefano Lancini

je suis l'autre

in Vita 8 luglio 2016

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