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www.giannifalcone.it

Little Boy

Bomba_atomicaClaude Eatherly è stato uno dei migliori aviatori degli Stati Uniti.  Per le sue elevate capacita’ prese parte alla missione che sgancio’ la bomba atomica Little Boy su Hiroshima il 6 agosto 1945.
Alla fine della seconda guerra mondiale chiese di essere congedato. La missione l’aveva cambiato, era nervoso, irritabile e di notte aveva gli incubi. La famiglia lo convinse a farsi ricoverare in un ospedale psichiatrico. Mentre era ricoverato inizio’ una corrispondenza con Gunther Anders, filosofo che lo aiuto’ a riconciliarsi con Hiroshima e il suo passato.
Quella che vi propongo è la prima lettera che Günther Anders scrisse a Claude Eatherly.

Prima lettera di  Günther Anders a Claude Eatherly [pdf]

 

già pubblicato in ludus litterarius il 10 aprile 2009

Bologna_2Ero in un bar quella mattina, quando la radio trasmise la notizia dell’esplosione di una caldaia alla stazione di Bologna e dell’enorme quantita’ di morti e feriti.
Non ho creduto nemmeno per un momento a quella versione sulla causa dell’esplosione, ma dentro di me speravo, perche’ solo una disgrazia poteva rendermi accettabile quell’orrore.
Sull’Adria Express, il treno dalle carrozze squarciate, fermo al primo binario, dovevano esserci due amiche, in viaggio per le loro vacanze, ma il caso ha voluto che non prendessero quel treno.
I minuti e le ore passavano e all’angoscia collettiva si aggiungeva la mia personale, ma, forse, era cosi’ per tutti, poiche’ chiunque quel giorno e a quell’ora poteva avere un amico, un parente, una persona cara di passaggio alla stazione di Bologna.
Il tempo passava ed io mi chiedevo, quando si sarebbero decisi a dire la verita’ .
Oggi sto ancora aspettando. Stiamo ancora aspettando.
Dopo ventitre’ anni, nessuno sa rispondere al perche’ di quella strage. Perche’ Bologna? Perche’ la stazione?
Non so dare nessuna risposta, ma mi sento di dire che, dal 2 agosto 1980, l’Italia non e’ piu’ la stessa. Qualunque fosse l’obiettivo degli autori della strage, temo sia stato raggiunto.

Pubblicato il 4 agosto 2003 in L’Italia non dimentica: 2 agosto 1980

Ettore Masina, giornalista, uomo politico e scrittore, fondatore di Rete Radié Resh, la rete di solidarietà attiva con il popolo palestinese ma anche con popoli dell’Africa e dell’America Latina, ci ha lasciati.  Il popolo palestinese perde un grande amico e il mondo, tutto, perde l’uomo che ha mostrato con coerenza e coraggio la possibilità di fondere comunismo e cristianesimo, impegno politico e sociale, puntando sempre sul rispetto dei diritti umani e della propria dignità professionale. Aveva quasi novant’anni ed ancora, all’occasione, diceva di essere profondamente innamorato di sua moglie, Clotilde. Chi ha conosciuto Clotilde, psicoterapeuta di professione e accompagnatrice per scelta di suo marito, non ha motivo di dubitarne.

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Abitare il deserto

Abitare_il_desertoLetture dal volume

Abitare il deserto

Venerdì 2 settembre ore 21
giardino del Museo San Rocco
Fusignano

Testi di:
Yari Bernasconi, Luigi Filippelli, Maddalena Lotter, Franca Mancinelli, Jacopo Narros,
Bernardo Pacini, Jacopo Ramonda, Damiano Sinfonico, Orso Jacopo Tosco.

 

 

 

Inaugurazione della mostra

sabato 3 settembre ore 11
Museo San Rocco
Fusignano

 

Fotografie di:
Fabrizio Albertini, Nicola Baldazzi, Davide Baldrati, Marina Caneve, Francesca Gardini,
Richard Max Gavrich, Massao Mascaro, Domingo Milella, Mohammadreza Mirzaei, Riccardo Muzzi,
Francesco Neri, Mattia Parodi, Luca Piras, Giacomo Pulcinelli, Piergiorgio Sorgetti,
Giacomo Streliotto, Matteo Vandelli, Xiaoxiao Xu.

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