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di Giovanna Cosenza

Da anni dico e ripeto che, per stanare certe sfumature sessiste in un’immagine pubblicitaria che a prima vista ti pare normale (ma la cosa vale anche in una trasmissione televisiva, un film, e persino nella vita) può essere utile fare quella che chiamo «prova di commutazione»: al posto della donna mettici un uomo e vedi l’effetto che fa. Continua a leggere »

di Guido Scorza

Settembre 2014 è troppo presto per lo sbarco dei libri digitali nelle scuole italiane.

È questo il pensiero del Ministro dell’Istruzione Anna Maria Carrozza che, nei giorni scorsi, ha incontrato i rappresentanti dell’editoria scolastica e anticipato loro l’intenzione di bloccare l’efficacia del provvedimento con il quale il suo predecessore, Francesco Profumo aveva dettato tempi e modi per la progressiva introduzione degli e-book nelle scuole italiane.

Hanno vinto, dunque, gli editori che nelle scorse settimane avevano trascinato il Ministero davanti ai Giudici amministrativi contestando la legittimità del provvedimento che avrebbe previsto – a loro dire – una troppo rapida digitalizzazione dell’editoria scolastica.

Ed hanno vinto ancora prima che la partita cominciasse perché il Ministro dell’Istruzione ha  detto di voler evitare ogni contenzioso.

«L’accelerazione sui libri digitali – hanno spiegato gli editori – non poggiava su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale, così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di apparecchiature tecnologiche».

Ma naturalmente queste sono solo considerazioni di facciata se non balle.

Le uniche vere preoccupazioni degli editori riguardano il loro portafoglio.

Dover mandare al macero tonnellate di carta stampata pensando – in modo tanto miope da lasciare senza parole – che il futuro, in Italia, non sarebbe mai arrivato e doversi adattare a nuovi modelli di business.

[segue qui su L’Espresso]

di Elisabetta Brizzi – UDILab Monteverde
Malala e Amina: due esempi di autoaffermazione femminile

Malala Yousafzai entra nell’ampia sala dell’ONU. Sembra ancora più giovane della sua età, sedici anni. Ha in mano i fogli del suo discorso. Mi rendo subito conto che quello che sta per avvenire ha la portata di un avvenimento storico in quanto assolutamente surreale. Malala è dinnanzi al microfono invece che in una fossa assieme alle sue compagne di scuola. Continua a leggere »

Riflessioni sulla pena di morte. 

Redatto il 10.10.10 da Alessia Bruni, Cristiana Bruni, Claudia Caroli e Claudio Giusti.
Rivisto in occasione dell’anniversario della seconda abolizione della pena di morte nel Granducato di Toscana, il 30 Aprile 1859.

La pena capitale è come la schiavitù: nessuno ha il diritto d’imporla. Continua a leggere »

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