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di Rico Guillermo
Il segretario alla giustizia USA Alberto Gonzales ha annunciato questa settimana che il dipartimento da lui guidato “aiutera’” i vari Stati americani ad accelerare i loro processi di esecuzione.

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di Vincenzo Andraous

In questa estate di divertimenti gli esami di riparazione fanno capolino, viene da dire “a volte ritornano”, ma forse è meglio richiamare attenzione e sensibilità diverse nel promuovere qualche sano esame di coscienza.
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Il tam-tam mediatico organizzato dalla NED statunitense per i media mainstream, punta tutto su un solo punto “Chávez presidente a vita”. Non solo è falso, ma è un nuovo passo della campagna di diffamazione portata avanti dal governo degli Stati Uniti -che nel 2002 fomentò un fallito colpo di stato in Venezuela- ma serve per occultare l’importanza della riforma costituzionale proposta nella Repubblica bolivariana. Vediamone i dettagli.

di Gennaro Carotenuto

Il presidente venezuelano Hugo Chávez ha pr esentato ieri la sua proposta di riforma costituzionale. Questa dovrà adesso subire ben tre letture da parte del Parlamento e quindi sarà sottomessa ad un Referendum popolare per l’approvazione definitiva. La proposta di Chávez vuole adeguare la Costituzione della V Repubblica venezuelana al nuovo mandato concesso dagli elettori al presidente lo scorso 3 dicembre 2006, con il 63% dei voti: la costruzione del Socialismo del XXI secolo.
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E’ accaduto un episodio inquietante il 14 luglio scorso: il nostro Paese ha estradato Benedetto Cipriani, un cittadino italiano, negli USA e precisamente in uno Stato che applica la pena capitale, il Connecticut, dove e’ accusato di pluriomicidio.
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Appello

L’esercito iracheno e americano, contravvenendo a tutte le convenzioni internazionali, è entrato con la forza nella biblioteca nazionale di Baghdad facendone, di fatto, una base militare e mettendo a serissimo rischio il patrimonio librario scampato all’incendio dell’aprile 2003.

Di fronte alla resistenza del direttore e dei dipendenti della biblioteca hanno usato violenza fino a sparare alle gambe ad un bibliotecario. Al momento in cui scriviamo i soldati hanno lasciato l’edificio, ma si teme che l’occupazione possa ripetersi presto ed in qualsiasi momento.
La biblioteca nazionale di Baghdad, che Un ponte per sostiene da tre anni, è un esempio di come gli iracheni, se lasciati liberi da ingerenze esterne, possono ricostruire il proprio paese.
Facciamo appello al Governo italiano perchè intervenga presso il Governo di Baghdad affinchè la biblioteca, sia lasciata definitivamente libera dalle armi, anche a tutela del lavoro svolto dalla cooperazione italiana nella ricostruzione della biblioteca stessa.

Invitiamo tutti a inviare immediatamente messaggi di protesta all’ ambasciata irachena in Italia:

iraqembroma@yahoo.com

Informati:

.: Iraq, fuori i militari dalla Biblioteca Nazionale di Baghdad – di Ornella Sangiovanni

.: Progetto “La casa dei libri di Baghdad

.: Un ponte per e gli illustratori italiani per salvare la biblioteca di Baghdad

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