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E’ accaduto un episodio inquietante il 14 luglio scorso: il nostro Paese ha estradato Benedetto Cipriani, un cittadino italiano, negli USA e precisamente in uno Stato che applica la pena capitale, il Connecticut, dove e’ accusato di pluriomicidio.
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Appello

L’esercito iracheno e americano, contravvenendo a tutte le convenzioni internazionali, è entrato con la forza nella biblioteca nazionale di Baghdad facendone, di fatto, una base militare e mettendo a serissimo rischio il patrimonio librario scampato all’incendio dell’aprile 2003.

Di fronte alla resistenza del direttore e dei dipendenti della biblioteca hanno usato violenza fino a sparare alle gambe ad un bibliotecario. Al momento in cui scriviamo i soldati hanno lasciato l’edificio, ma si teme che l’occupazione possa ripetersi presto ed in qualsiasi momento.
La biblioteca nazionale di Baghdad, che Un ponte per sostiene da tre anni, è un esempio di come gli iracheni, se lasciati liberi da ingerenze esterne, possono ricostruire il proprio paese.
Facciamo appello al Governo italiano perchè intervenga presso il Governo di Baghdad affinchè la biblioteca, sia lasciata definitivamente libera dalle armi, anche a tutela del lavoro svolto dalla cooperazione italiana nella ricostruzione della biblioteca stessa.

Invitiamo tutti a inviare immediatamente messaggi di protesta all’ ambasciata irachena in Italia:

iraqembroma@yahoo.com

Informati:

.: Iraq, fuori i militari dalla Biblioteca Nazionale di Baghdad – di Ornella Sangiovanni

.: Progetto “La casa dei libri di Baghdad

.: Un ponte per e gli illustratori italiani per salvare la biblioteca di Baghdad

Per la prima volta in Italia una caserma dell’Esercito ospita una manifestazione ideata, organizzata e gestita da donne.

Il primo Festival nazionale che non dà voce alle donne, ma è la voce delle donne ed ha come protagoniste le donne che hanno fatto, fanno e faranno la differenza: nel lavoro, nel sociale, nella cultura, nell’arte, nella politica, nell’economia.
Nell’anno europeo delle Pari Opportunità, l’assessorato alle Attività Culturali e Pari Opportunità della Provincia di Pesaro e Urbino (Simonetta Romagna), con PERLE propone un programma ricco di incontri, confronti, dibattiti, mostre, spettacoli, esposizioni per tracciare i contorni del pensiero femminile in tutte le discipline, culturali e sociali.
Colonna portante di queste quattro giornate sono 12 tavole rotonde che spaziano dalla filosofia al linguaggio, dalle “forze a(r)mate” all’ambiente, dalla politica al potere, dal lavoro alla medicina, dalla moda all’adozione, dall’educazione alle donne nel mondo. Ai dibattiti fanno da contorno musica, cinema, editoria, letteratura, fotografia, illustrazioni, video-arte, teatro e le molteplici attività delle associazioni umanitarie e di volontariato.
Tutti avranno il loro spazio nella “cittadella” dove sono stati creati tanti “contenitori” curati, gestiti e organizzati da donne e caratterizzati al femminile.

Programma

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di Giancarlo Livraghi

agosto 2007

Testo disponibile anche in formato pdf sul sito dell’autore

La più “proverbiale” osservazione a proposito delle medie statistiche è quella per cui se qualcuno mangia un pollo, e qualcun altro no, in media hanno mangiato mezzo pollo. (Ce ne sono altre di uguale significato, come il caso di una persona annegata in un fiume con un profondità media di mezzo metro).
L’osservazione non è così ovvia e banale come può sembrare. Ma cominciamo col fatto che la storia del “pollo statistico” è attribuita a Trilussa. Infatti c’è una sua poesia sull’argomento, anche se definisce il problema in modo un po’ diverso.

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La “sana laicità”, così com’è intesa dalla Chiesa cattolica fin dai tempi di Pio IX, è indubbiamente la caratteristica di coloro che sono disposti a obbedire incondizionatamente ai precetti, in parte tutt’altro che immutabili, di quel “magistero” religioso. Chiunque critichi questo o quell’aspetto di tale “insegnamento”, chiunque osi svelare senza ‘cautele’ scomode realtà della storia della Chiesa, chiunque denunci le pesanti e continue ingerenze della gerarchia cattolica nella sfera politica, chiunque rifiuti il manto fondamentalista con cui si vogliono soffocare diritti e libertà individuali viene bollato con generose e spesso violente accuse di “laicismo”, “relativismo”, “anticlericalismo ottocentesco” et similia.

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