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di Gennaro Carotenuto

Che dopo mesi di un percorso drammatico quanto sincopato si giunga o meno a un accordo che eviti la cosiddetta #Grexit, che Alexis Tsipras sia considerato l’eroe Enea che dopo la caduta di Troia prende in spalla il padre Anchise e tiene per mano il figlio Ascanio, salvando la Grecia e l’Europa o, al contrario, sia il traditore che “si è calato le brache”, il discorso va innanzitutto denazionalizzato e storicizzato. Il capo del governo greco non rappresenta tanto Atene (potrebbe essere Lisbona, Roma, Lampedusa o “degli sfruttati l’immensa schiera”) quanto piuttosto l’incerta prospettiva – la prima a farsi governo in questo continente dopo decenni – di una nuova politica e di una nuova sinistra in grado di farsi maggioranza. È una nuova politica costretta a partire da una crisi esiziale, in condizioni storiche di estrema debolezza economica, politica e culturale, rispetto al modello di società e ai rapporti di forza e produzione invalsi dalla fine degli anni Settanta a oggi. È più Davide che Achille, Alexis Tsipras. Allo stesso modo, il politico identificato come capo dei falchi, Wolfgang “Golia” Schäuble, non è tedesco. O almeno non agisce in quanto tedesco, e sbaglia chi utilizza gli stereotipi nazionali, rigidi teutonici versus greci inaffidabili, per narrare la crisi del debito greco. L’utilizzare svastiche e simbologie naziste è non solo offensivo ma inadeguato a far capire quanto accade a Bruxelles. Continua a leggere »

Perché non ci sembra che questa sia una fondamentale battaglia democratica? Perché non siamo allibiti e furiosi di fronte a un’oligarchia che chiede la demolizione dei diritti sociali e del welfare di un paese? Perché non ci indigniamo di fronte agli articoli che spiegano come cautelarci per le nostre vacanze se abbiamo prenotato quindici giorni a Mykonos? Perché non troviamo rivoltanti copertine come questa che titolano “Case da comprare e vacanze di lusso: le occasioni di un paese in saldo”? Perché non occupiamo la sede dell’Unione europea, come hanno fatto qualche giorno fa, come gesto di solidarietà, attivisti e sindacalisti a Dublino?

Christian Raimo

L’articolo integrale su Internazionale

In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.

Alexis Tsipras

Testo integrale della lettera di Tsipras

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Vandana Shiva

Vandana Shiva

di Luisa Betti
Perché l’Expo che si inaugura a Milano in questi giorni non è un motivo di orgoglio per l’Italia che lo ospita e perché rappresenta più una passerella di chi la Terra l’affama che non di chi la sostiene. A spiegarlo sull’Huffigton Postoggi è Vandana Shiva, attivista e ambientalista, che da sempre porta avanti una dura battaglia contro le multinazionali che stanno distruggendo il Pianeta e la nostra salute. Multinazionali come “Mc Donald’s, Coca Cola, Monsanto, Syngenta, Nestlè, Eni, Dupont, Pioneer”, e così via, le quali, ricorda Vandana Shiva “Si sono accordate tra loro per brevettare i nostri semi, per influenzare la ricerca scientifica, per negare ai cittadini il diritto di essere informati, attraverso leggi sull’etichettatura degli Ogm. Le multinazionali che hanno distrutto i nostri terreni e la nostra salute e che ora saranno tutte all’Expo”.

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