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La Cà di Ragi

Aldo Fabbri col suo “La Cà di Ragi” ci racconta di S.Pancrazio, anzi di tre S.Pancrazio: quello che abbiamo nel cuore, quello del tempo passato e quello presente,  custode di molte storie. Fabbri,  con le sue parole e il valido supporto della prefazione di Ezio “Cicci”, riesce a consegnare a tutti i  lettori la vita quotidiana di un tempo lontano. Con queste memorie chi oggi passa davanti alla “Cà di Ragi” non può più avere uno sguardo superficiale. L’interessante lettura ha la capacità di  trasformare le memorie in ricordi quasi personali,  anche per chi non ha vissuto quel periodo. A quando  altre pagine di sanpancraziana?

Il libro è in vendita presso:
Associazione Culturale la Grama – S.Pancrazio (RA)

2 agosto 2010

COMUNICAZIONE LETTA DAL PRESIDENTE PAOLO BOLOGNESI A NOME DELL’ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980

30 anni fa, alle 10,25, chi collocò in questa stazione una bomba voleva un massacro e lo ottenne.

Le scene strazianti che si presentarono ai soccorritori sono ancora oggi negli occhi e nel cuore di ciascuno di noi: corpi martoriati, grida di aiuto, polvere, sangue, calcinacci e, su tutto, l’odore acre della polvere da sparo, mentre già c’era chi si adoperava per accreditare l’ipotesi dello scoppio accidentale di una caldaia.

Ancora una strage, ancora persone innocenti massacrate.

Ancora a Bologna, nuovamente colpita, ma pronta a rialzarsi.

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Gian Ruggero Manzoni – Una macchia nel sole
Edizioni del Girasole. Ravenna, 2009 – pp. 277

Attraversano la guerra in sella alle loro amate moto. La guerra attraversa le loro teste tracciando la trama del romanzo. Narratore e protagonista traghettano gli avvenimenti storici, che hanno segnato l’Italia dal 1943 al ’45, dalle pagine della Storia al sopravvivere quotidiano. Il narratore, cronista occasionale ma non casuale, non si preoccupa di individuare lo sviluppo degli avvenimenti, ma di trascrivere lo stato d’animo delle persone sbandate da quella guerra, che si è trasformata da conflitto fra Stati a Resistenza armata, per diventare guerra civile e delitto privato. La Storia resta sempre nello spazio bianco fra le righe, quasi una storia bastarda raccontata con parole dialettali piegate alla lingua italiana, poiché i tumultuosi stati d’animo per essere descritti hanno bisogno di parole precise come quelle di un linguaggio tecnico. Un fatto è quello che ci racconta Gian Ruggero Manzoni, una storia quella che leggiamo noi.

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