<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>agli incroci dei venti &#187; Arti visive</title>
	<atom:link href="http://www.agliincrocideiventi.it/category/cultura/arti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.agliincrocideiventi.it</link>
	<description>cultura politica societa'</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Jan 2012 12:00:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Ulivo</title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2010/ulivo/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2010/ulivo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 13:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[ulivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/?p=682</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.broderie.it/images/HOMEimm/100901%20ulivo%20seconda.jpg" alt="" width="181" height="200" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2010/ulivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nerodiscenaarte 2010</title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2010/nerodiscenaarte-2010/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2010/nerodiscenaarte-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 12:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/?p=678</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2010/09/invito-Discronie-al-Museo-Archeologico.jpg"><img class="alignnone" title="Invito Discronie" src="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2010/09/invito-Discronie-al-Museo-Archeologico-300x153.jpg" alt="" width="300" height="153" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2010/nerodiscenaarte-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dali&#8217; Featuring Vezzoli</title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2009/dali-featuring-vezzoli/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2009/dali-featuring-vezzoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 14:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Vezzoli]]></category>
		<category><![CDATA[Moderna Museet]]></category>
		<category><![CDATA[Salvador Dalì]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/?p=630</guid>
		<description><![CDATA[di Chiara Astolfi Che cosa accomuna due personalità distanti cronologicamente e culturalmente come quelle di Salvador Dalì e Francesco Vezzoli? È a questa domanda che intende rispondere la mostra “Dalì featuring Vezzoli” allestita al Moderna Museet di Stoccolma fino al 17 gennaio 2010. L’esposizione, articolata in due filoni (uno, dedicato al padre del surrealismo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Chiara Astolfi</p>
<p>Che cosa accomuna due personalità distanti cronologicamente e culturalmente come quelle di <a title="Salvador Dalì" href="http://www.salvadordali.it/intro.html">Salvador Dalì</a> e <a title="Francesco Vezzoli - Moderna Museet " href="http://www.modernamuseet.se/Portratt/Konstnarer/Francesco-Vezzoli/">Francesco Vezzoli</a>? È a questa domanda che intende rispondere la mostra “Dalì featuring Vezzoli” allestita al <a title="Moderna Museet " href="http://www.modernamuseet.se/">Moderna Museet</a> di Stoccolma fino al 17 gennaio 2010.<br />
<span id="more-630"></span>L’esposizione, articolata in due filoni (uno, dedicato al padre del surrealismo e l’altro al giovane artista italiano), mira a identificare le componenti di quella sottile linea rossa che unisce questi due artisti e i loro lavori. Ne risulta una riflessione sul mondo dello <em>star system</em> sul rapporto tra arte e pubblicità, tra cinema e televisione, tra arte e  contemporaneità.<br />
Come non forse tutti sanno, Dalì non fu solo un pittore, ma si occupò di cinema, pubblicità, moda e design, con spirito eccentrico e visionario. Mantenne rapporti privilegiati con le celebrità della cultura popolare, si fece ritrarre in loro compagnia e prese i loro volti come soggetti per le sue opere, celebrando per celebrarsi e compiacendo per compiacersi. In &#8220;<em>Shirley Temple</em>, il più giovane mostro sacro del cinema&#8221;, ad esempio, il volto della bambina prodigio viene estratto dalle pagine di una rivista per essere sovrapposto ad un corpo di leonessa, come la mitologia greca voleva rappresentata la figura della sfinge, animale sacro per eccellenza.<br />
Nelle opere di Vezzoli ritroviamo la stessa passione e la stessa curiosità nei confronti degli eroi popolari, ma, pur essendo inseriti in una dimensione onirica che ricorda i lavori del maestro spagnolo, sono trasportati in un limbo che aleggia tra leggenda e quotidianità. Le sue <em>celebrities </em>sono affiancate a personaggi da copertina di rotocalco, ai protagonisti della contemporanea TV spazzatura e, ripulite da ogni velleità mitizzante, vivono drammi umani, piangono e perdono sangue.<br />
L’ossessione per i divi, l’utilizzo del mezzo cinematografico e televisivo, la propaganda pubblicitaria auto-celebrativa sono solo alcuni degli aspetti che accomunano i due artisti: sta allo spettatore ricercare nel percorso espositivo, attraverso una trentina di opere di Dalì e le opere di Vezzoli dell’ultimo decennio (tra ricami, arazzi, manifesti e video), le restanti particolarità che li accomunano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2009/dali-featuring-vezzoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8221;Vignette&#8221;</title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2009/vignette/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2009/vignette/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 11:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tomaso Marcolla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/?p=592</guid>
		<description><![CDATA[Il libro raccoglie una  selezione di opere digitali dell&#8217;artista Tomaso Marcolla realizzate assemblando fotografia e computer grafica. Con testi di Gianni Sinni e  Anna Cordella Tomaso Marcolla ci propone le sue “Vignette”, vere e proprie opere d’arte che trasudano maestria e ingegno sin dalla prima immagine. Aprendo il libro ci si rende conto di come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_594" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a rel="attachment wp-att-594" href="http://www.agliincrocideiventi.it/2009/vignette/copertina_vignette_grande1/"><img class="size-full wp-image-594" title="Copertina del libro" src="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2009/08/copertina_vignette_grande1.jpg" alt="&quot;Vignette&quot; - Tomaso Marcolla. Lupo Editore, 2009" width="450" height="514" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Vignette&quot; - Tomaso Marcolla. Lupo Editore, 2009</p></div>
<p>Il libro raccoglie una  selezione di opere digitali dell&#8217;artista Tomaso Marcolla realizzate assemblando fotografia e computer grafica.<br />
Con testi di<a title="Biografia di Gianni Sinni" href="http://www.cristinachiappini.com/redwineandgreen/image/lcd_sinni/bio.htm"> Gianni Sinni</a> e  Anna Cordella</p>
<blockquote><p>Tomaso Marcolla ci propone le sue “Vignette”, vere e proprie opere d’arte che trasudano maestria e ingegno sin dalla prima immagine. Aprendo il libro ci si rende conto di come ognuna delle scene rappresentate costituiscano dei veri e propri romanzi, poiché ognuna di esse dà lo spunto a didascalie infinite. È così che Marcolla riproduce dei capolavori, vignette di grande impatto, in cui gli argomenti salienti fanno capolino dalle pagine e travolgono il lettore in tutta la loro complessità. Ci troviamo così a contemplare immagini di cronaca passata e presente, e in certi casi anche futura. <em>(Anna Cordella)</em></p></blockquote>
<blockquote><p>&#8230;</p>
<p>I lavori di Tomaso Marcolla sono un coerente esempio di &#8230; pratica militante che cerca di dare attuazione ad una delle più ambiziose affermazioni del mestiere: il design può cambiare il mondo.<br />
O almeno può provarci.  <em>(<a title="Biografia di Gianni Sinni" href="http://www.cristinachiappini.com/redwineandgreen/image/lcd_sinni/bio.htm">Gianni Sinni</a>)</em></p></blockquote>
<p><a title="TOMASO MARCOLLA - ART GALLERY" href="http://www.marcolla.it">www.marcolla.it</a><em><br />
</em></p>
<blockquote><p><em></em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2009/vignette/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2009/506/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2009/506/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 21:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/2009/506/</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2009/04/kosovo-16-maggio-2009.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-505" title="kosovo 16 maggio 2009" src="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2009/04/kosovo-16-maggio-2009-196x300.gif" alt="kosovo 16 maggio 2009" width="196" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2009/506/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Due donne un giardino e infiniti muri</title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/due-donne-un-giardino-e-infiniti-muri/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/due-donne-un-giardino-e-infiniti-muri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 12:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Punto rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/?p=440</guid>
		<description><![CDATA[di Chiara Palmisani Diverse nei costumi e gli stili di vita, una indossa il velo e trascorre il suo tempo occupandosi del suo frutteto di limoni, l’altra indossa abiti occidentali e passa le giornate ad arredare la sua nuova casa e a pianificare una festa d’inaugurazione. Proprio il posto dove sorge questa casa fa sì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a title="il paese delle donne" href="http://www.womenews.net/spip3/spip.php?auteur737">Chiara Palmisani</a></p>
<p>Diverse nei costumi e gli stili di vita, una indossa il velo e trascorre il suo tempo occupandosi del suo frutteto di limoni, l’altra indossa abiti occidentali e passa le giornate ad arredare la sua nuova casa e a pianificare una festa d’inaugurazione. Proprio il posto dove sorge questa casa fa sì che le esistenze delle due donne si sfiorino e non solo. Infatti, la casa di Mira e del marito è proprio al confine con la Cisgiordania e precisamente con il giardino di limoni di Salma. I servizi segreti decidono che tutti gli alberi di limoni del giardino debbano essere abbattuti, per la sicurezza e l’incolumità del Ministro della Difesa israeliano. <strong>Basta un ordine per cancellare in un lampo l’unica fonte di sostentamento e la principale ragione di vita di una donna palestinese.</strong><br />
<span id="more-440"></span><br />
La battaglia legale che Salma intraprende per impedire alle autorità israeliane di abbattere i suoi limoni rivela tutto il suo coraggio e la sua risolutezza. Salma è una donna dotata di grande forza d’animo e volontà di autodeterminazione. I suoi gesti, i suoi occhi e i suoi silenzi dicono molto di più di tante parole. Una donna contro l’esercito israeliano, <strong>una donna che ha solo la sua terra per cui lottare</strong>, il posto dei suoi ricordi di bambina, luogo di inestimabile valore simbolico e affettivo. Il giardino è l’unico luogo su cui Salma può esercitare la sua autorità e derubarla di quegli alberi di limoni non rappresenta per lei solo un danno economico, ma <strong>una violazione della sua libertà</strong>.</p>
<p>La moglie del Ministro della difesa israeliano, coglie l’importanza della battaglia di Salma e in cuor suo solidarizza con lei. Anche lei, anche se dall’altra parte del giardino di limoni, in una posizione di apparente privilegio, è vittima in realtà di un sistema politico decisionale maschile, soggiogata dal suo <strong>ruolo di moglie di un uomo importante assente</strong> e freddo, controllata a vista da bodyguard, che prendono ordini solo dal marito e non dal lei, che è pur sempre una donna. Una donna occidentale, <strong>apparentemente più emancipata</strong> e più fortunata per estrazione economica ma che è in una <strong>condizione esistenziale tendenzialmente speculare</strong> a quella della protagonista palestinese. Piano piano le due donde iniziano a empatizzare. La battaglia di Salma darà a Mira la capacità dire “no” a una condizione di infelicità e solitudine, da cui prima di allora non era stata in grado di uscire.</p>
<p>Il film, presentato all’ultimo Festival del Cinema di Torino e <strong>vincitore del premio del pubblico all’ultimo Festival di Berlino</strong>, mette in scena il dramma del conflitto tra Israele e Palestina, attraverso la storia di una donna che cerca di arginare l’occupazione delle sue proprietà da parte degli invasori e di una donna israliana che dall’altra impara cosa significa lottare per ciò che si vuole per la propria vita. Queste due donne si muovono <strong>in un mondo fatto di uomini</strong>, soldati israeliani o dotti palestinesi, che cercano di impedire loro di scegliere cosa sia il bene o il male per se stesse. Di uomini che decidono et imperano, costruiscono muri e recinti reali o simbolici attorno alle “loro” donne e innalzano barriere tra i popoli come unica possibilità di risoluzione dei conflitti.</p>
<p>Salma si oppone a suo modo a questo sistema fondato solo sulla prepotenza e l’autoritarismo ed esprime la sua autoderminazione scegliendo lei stessa <strong>quando indossare o non indossare il velo</strong>. In alcuni momenti del film decide di non averne bisogno perché non vuole mettere un filtro tra lei e gli altri; in altre scene invece indossa il velo e lo annoda con decisione sotto al mento perché vuole mostrare la sua distanza e la sua impermeabilità dinnanzi a determinati contesti. E’ lo strumento con cui decide di accorciare o riaffermare le distanze tra se stessa e gli altri.</p>
<p><strong>Tutto il film, è una continua abolizione vs costruzione di barriere</strong>, creazione vs diminuzione delle distanze. Un esempio è l’innalzamento di un altissimo muro al confine tra la proprietà di Salma e la casa del Ministro israeliano, ormai rimasto solo. Un muro immenso, un grigio desolante al posto del verde e del giallo che dominavano il bel giardino di limoni. L’uomo è muto e solo davanti al suo muro. Ma il silenzio del suo autismo è assordante. A lato di quest’innalzamento di barriere un altro muro è però stato demolito. La stretta di mano tra Mira e Salma è la rottura massima di qualsiasi barriera tra le due civiltà che esse rappresentano. <strong>La stretta di mano tra due donne che provengono da due mondi profondamente antagonisti</strong>. La speranza di un dialogo tra due popoli storicamente in lotta</p>
<p><small><a title="il paese delle donne" href="http://www.womenews.net/">il paese delle donne, 28 dicembre 2008</a></small></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/due-donne-un-giardino-e-infiniti-muri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dalla creta al Tibet, attraverso gli angeli</title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/dalla-creta-al-tibet-attraverso-gli-angeli/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/dalla-creta-al-tibet-attraverso-gli-angeli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 17:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[marisa lepore]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Mangiacapra]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/?p=640</guid>
		<description><![CDATA[di Marisa Lepore “Vibrazioni su Scale di Differenze“ è l’installazione di Teresa Mangiacapra dedicata al Tibet. Presentata nei suggestivi spazi della Sala delle Prigioni del Castel dell’Ovo per il Maggio dei Monumenti 2008 a Napoli, è attualmente in mostra fino a febbraio 2009 presso l’Istituto degli Studi Filosofici, nel Palazzo Serra di Cassano, nella città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Marisa Lepore</p>
<p>“Vibrazioni su Scale di Differenze“ è l’installazione di Teresa Mangiacapra dedicata al Tibet.<br />
Presentata nei suggestivi spazi della Sala delle Prigioni del Castel dell’Ovo per il Maggio dei Monumenti 2008 a Napoli, è attualmente in mostra fino a febbraio 2009 presso l’Istituto degli Studi Filosofici, nel Palazzo Serra di Cassano, nella città partenopea.<br />
“<em>Il Tibet è un sogno, un sogno che stiamo perdendo e che tutta l’umanità dovrebbe difendere e salvaguardare</em>” E’ così che l’artista si dichiara, in empatia con il popolo del Tibet, la regione adagiata sul tetto del mondo, che difende coraggiosamente la propria identità territoriale e culturale dall’aggressione cinese.<br />
Il lavoro di Teresa Mangiacapra è scaturito dal contatto con una dimensione che le ha imprigionato la mente, il cuore e l’animo al punto tale da desiderare fortemente di farne partecipi gli altri, attraverso una rielaborazione artistica. Il suo incontro con il Tibet è stato l’incontro con una dimensione di armonia. Il suo sogno del Tibet l’accompagna fin da bambina.<br />
Quello che ammiriamo in uno dei saloni dell’Istituto degli Studi Filosofici è un’istallazione tridimensionale complessa, i cui soggetti sono immagini fotografiche adagiate come parti integrali di supporti–sculture o sospesi in successione lineare.<br />
Manipolati al computer e stampati su tela e alluminio, i volti, i corpi e i luoghi riprodotti e la loro insita bellezza e autenticità, forte, sacrale e spirituale, sono divenuti, nell’intenzione dell’artista, veri e propri dipinti, per poter conferire loro e comunicare a noi la maggiore espressività combattiva e la resistenza al pericolo di annientamento che incombe su questo popolo.<br />
La mostra, come si è analizzato, si pone ben oltre il didascalico “racconto di viaggio” e si compone di opere di grande valenza simbolica.<br />
Al centro della sala è posta una struttura di forte impatto emotivo e di comunicazione armonica: una piramide, l’archetipo dalla forma perfetta, la scultura per eccellenza con carattere di sacralità e che, ponte tra la vita e la morte, rimanda, nell’immaginario collettivo, al qui e all’altrove, all’eternità, all’immortalità.<br />
E la piramide diviene il supporto che fa riflettere dalle immagini di ciascuna delle facce visibili, il grande messaggio di pace e di incontro e di comunicazione tra popoli, che l’artista vuole inviare.<br />
In un angolo ci accoglie una grande nera scultura di ferro: un buco che attira e, contemporaneamente, fa emergere due figure che non sono rivolte a noi, ma sono assorte nell’azione.<br />
Una, la donna, è intenta nel “fare”. L’altro, il monaco, cammina verso il buio e, volgendo le spalle, mostra uno strumento di preghiera e noi possiamo seguirlo o sostare a nutrirci del testo impresso al di sopra della donna.<br />
Al limite, due Angeli Neri sono posti a cornice: custodi e contenitori del “mondo” creato dall’artista. Sentinelle, guerrieri e annunciatori del tempo del pericolo, del tempo del cambiamento, del tempo dell’azione, del tempo dell’osare. Esseri di luce impressi nel ferro, figure simmetriche e complementari a ricreare, con il prolungare immaginario delle loro ali, il cerchio, l’armonia che non si deve rompere e che non si deve perdere.</p>
<p><a href="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2010/02/Immagine.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-643" title="Dalla creta al Tibet, attraverso gli angeli" src="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2010/02/Immagine-300x211.jpg" alt="Dalla creta al Tibet, attraverso gli angeli" width="300" height="211" /></a></p>
<p>“<em>Dalla creta al Tibet, attraverso gli angeli</em>” può rappresentare metaforicamente, la ricerca, il percorso creativo di Teresa Mangiacapra che, come artista, nasce attraverso la creta, amorevolmente accarezzata e plasmata in un contatto diretto. Le sue mani lavorano il proprio sogno interiore e trasformano la materia in sogno, ma è la peculiarità della materia che vince sul sogno e l’artista dice: “<em>Io non posso vincere sulla creta”</em>. L’interesse per la trasformazione la induce a cercare altri materiali e altre forme artistiche, ma ciò che accomuna la sua produzione è la tridimensionalità, il sogno, l’armonia e il superamento nell’arte del dolore del mondo. Il sogno di bambina materializzato.<br />
Dalla manipolazione di una sostanza primordiale, la creta, legata, nella nostra simbologia all’atto creativo primigenio, Teresa Mangiacapra giunge al rispecchiamento in una cultura altra, caratterizzata dall’autenticità e dall’essenzialità della sussistenza. L’approdo è in una dimensione di armonia, pace, spiritualità, resa con la verticalità  e la triangolarizzazione del segno estetico.<br />
Nota anche con lo pseudonimo di Niobe, la mitica figura che rappresenta la pietrificazione del dolore, ma rivisitata in virtù della sua capacità metamorfica, Teresa Mangiacapra è una scultrice ed è una donna.<br />
Forte e delicata. Complessa e pacata. Integra e fragile.<br />
Con un’ossessione poetica: gli angeli.<br />
Niobe plasma, incide, scolpisce e forgia materiali naturali e la sua azione possente ed energica è tesa ad  esprimere un pensiero delicato, evanescente, spirituale. E materializza nella creta, nella pietra, nel legno e nel ferro ciò che, nel nostro immaginario, rappresenta il massimo della spiritualità: gli angeli.<br />
Soggetto da sempre nell’arte non solo occidentale, dai geni della tipologia precristiana e dalla Nike alata dell’arte classica – una delle sculture di Niobe è proprio una Nike alata, nera, Nike-altalena da sospendere per il proprio sogno-volo –  queste figure hanno esercitato grande fascino fino ai nostri tempi, caratterizzati da una profonda crisi dei valori religiosi, ma forse ancor più per questo, da un grande, profondo e rimosso bisogno di sacro e di spirituale.<br />
Nell’arte moderna e contemporanea, la figura dell’angelo si confonde, perde contorni certi, viene dissacrata, rivisitata, recuperata nella sua dimensione enigmatica o riscoperta nella forma e funzione originaria. E ci riferiamo all’astrattismo di Klee ed Emilio Vedova, alla pop art di Haring, al pensiero New Age, al citazionismo di Kostabi per dire solo di qualche autore o movimento artistico e culturale.<br />
Troviamo spesso gli angeli in Dalì, ma è in Chagall che possiamo rilevare una sorta di leitmotiv, al punto tale che Picasso disse una volta di lui che, quando dipingeva, doveva avere un angelo dentro la sua testa.<br />
Per Niobe, la figura dell’angelo è:“<em>Una dimensione totale e personale: gli angeli siamo noi e dobbiamo tendere ad uno stato di armonia</em>”; essa ci sfugge perché è una nostra intima pulsione, la materializzazione di un’idea, di un sogno. L’artista ama crearli, gli angeli, e non importa con quali materiali: creta, legno, tufo, marmo, ferro; ama cercarli nel ricordo del passato, nella consapevolezza del presente, nella progettazione di un futuro; ama averli accanto a difesa e sostegno, muse ispiratrici per rappresentare una dimensione di armonia, anche nella tristezza e nella consapevolezza del dolore, soprattutto quello della separazione.<br />
E allora il Tibet per Niobe è il Grande Angelo, portatore di un messaggio di pace, armonia, autenticità, annunciatore del tempo del fare e dell’osare, ma è anche la massima materializzazione del sogno e dell’espressione della sua capacità creativa.<br />
Dopo il Tibet, dove approderà Niobe, la plasmatrice, la trasformatrice?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/dalla-creta-al-tibet-attraverso-gli-angeli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meta d&#8217;Estate</title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/meta-destate/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/meta-destate/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 17:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/?p=236</guid>
		<description><![CDATA[La Stagione 2008, META d’ESTATE realizzata con il patrocinio del Comune di Meta, si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Danza, Cinema, Formazione e il tema scelto è &#8221;Specchi. L’immagine, il doppio, il molteplice&#8221;. Lo specchio, nel suo alone di ambiguità, è il riflesso di un’immagine che apre al doppio, archetipo che attraversa tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2008/08/meta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-237" title="Meta d\'Estate 2008 - Immagine locandina" src="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2008/08/meta.jpg" alt="" width="279" height="269" /></a></p>
<p><strong>La Stagione 2008, META d’ESTATE </strong>realizzata con il patrocinio del <a title="sito del Comune di meta" href="http://meta.asmenet.it/">Comune di Meta</a>, si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Danza, Cinema, Formazione e il tema scelto è <em><strong>&#8221;Specchi. L’immagine, il doppio, il molteplice&#8221;</strong></em>. Lo specchio, nel suo alone di ambiguità, è il riflesso di un’immagine che apre al doppio, archetipo che attraversa tutti i tempi e tutte le arti.</p>
<p><strong>III Evento: &#8221;L’arte della riflessione&#8221; </strong>sabato 30 agosto con ingresso dalle ore 17:00<br />
Ospitalità, arte, eventi nel cuore della costiera sorrentina: si tiene il 30 agosto a &#8220;<a title="Sola nel Sole - Ospitalità &amp; Eventi " href="http://www.solanelsole.it/">Sola nel Sole</a>&#8220;, antico frantoio settecentesco trasformato in luogo di raffinate atmosfere sulle colline di Meta, il terzo evento della stagione 2008, con la direzione artistica di <strong>Marisa Lepore</strong>: l’appuntamento tra teatro, danza, musica, film e arte contemporanea, si svolgerà nei luoghi dell’aranceto del resort dal <em>“calar del sole al far della sera”</em>.</p>
<p>L’evento si apre alle ore 18:00 nello spazio <em>&#8221;All’ombra dell’Ulivo</em>&#8221;, con il terzo incontro della Sezione Formazione, incontro sull’arte coordinato da <strong>Valeria Aiello</strong>. Il primo intervento, dal titolo &#8221;<em><strong>Nel reale, fuori dal mondo</strong></em>&#8221; è di <strong>Luigi Caramiello</strong>, docente di Sociologia dell’arte e della letteratura all’Università Federico II di Napoli, saggista, giornalista ed esperto d’arte e cinema. Il secondo intervento, <em><strong>&#8221;Nel riflesso, la nudità dell’arte&#8221; </strong></em>è di <strong>Enzo Dall’Ara</strong>, critico, pubblicista ed esperto d’arte.</p>
<p><em>Al calar del sole</em>, nella &#8221;<em>Galleria dell’Arancio</em>&#8221; seguirà per la sezione Arte <em>&#8221;Sognatori d’acqua</em>&#8221; un progetto itinerante sul territorio italiano, ideato da Marisa Lepore nel 2002 anno internazionale dell’acqua e che, ad ogni tappa del percorso, integra con artisti locali, un nucleo di base di artisti di provenienza nazionale. La esposizione, tra pittura, scultura e fotografia, con un intervento critico di <strong>Enzo Dall’Ara</strong>, presenta le opere di <strong>Lorenza Altamore, Piero Castellano, Rosalba Conte, Dinko Glibo, Luigi Impieri, Silvana Liotti, Francesca Macri, Valentino Ruggiero.</strong></p>
<p>Seguirà al tramonto <em><strong>&#8221;</strong><strong>Momento diVino</strong></em>&#8221; una degustazione a cura di <strong>Maurizio Gonella</strong>.</p>
<p>A conclusione, per la Sezione Film Festival, sarà proiettata il video d’arte <em><strong>&#8221;</strong><strong>After Dürer</strong></em>&#8221; di <strong>Daniel Belton</strong> <strong>&#8221;Selezione dal Coreografo Elettronico. Festival Internazionale di video danza</strong>&#8221;</p>
<p>Tra gli invitati, i rappresentanti delle Amministrazioni Comunali della Penisola Sorrentina, gli Enti e le Associazioni di promozione culturale e turistica. Ad accoglierli, assieme agli organizzatori, il Sindaco dr. Bruno Antonelli, la Vicesindaco arch. Antonella Viggiano, l’Assessore al Turismo cap. Mario Parlato, intervenuti ai precedenti eventi di Sola nel Sole, in rappresentanza del Comune di Meta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/meta-destate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>(Dis)umanita&#8217;</title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/disumanita/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/disumanita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 17:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/?p=197</guid>
		<description><![CDATA[di Ghismunda Le mie scorribande culturali mi hanno casualmente avvicinato, pressoché in contemporanea, a due capolavori, uno letterario, uno cinematografico, che pur diversi, direi opposti nel loro significato ultimo, si sono rivelati alfine, nel mio tornarci su, complementari, necessario, l&#8217;uno, a riaffermare con speranza quello che l&#8217;altro amaramente nega: che ci sia ancora &#8220;umanità&#8221; in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Ghismunda</p>
<p>Le mie scorribande culturali mi hanno casualmente avvicinato, pressoché in contemporanea, a due capolavori, uno letterario, uno cinematografico, che pur diversi, direi opposti nel loro significato ultimo, si sono rivelati alfine, nel mio tornarci su, complementari, necessario, l&#8217;uno, a riaffermare con speranza quello che l&#8217;altro amaramente nega: che ci sia ancora &#8220;umanità&#8221; in un mondo sempre più indifferente, standardizzato, appunto disumanizzato.<br />
&#8220;Ai miei tempi questo non succedeva&#8221; è un&#8217;espressione ricorrente dei vecchi, di coloro che non si raccapezzano più in un mondo che corre troppo veloce e senza regole verso mete fittizie affacciate sul nulla. E&#8217; quanto, più o meno, dice e soprattutto vive, lo sceriffo Ed Toni Bell (un grande Tommy Lee Jones) nel pluripremiato <strong><em>&#8220;Non è un paese per vecchi&#8221;</em></strong> dei <strong>fratelli Coen</strong>, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di McCarthy. Una volta si andava in giro persino senza pistole nel Texas meridionale, al confine con il New Mexico e la violenza, pur presente, era in qualche modo controllabile, perseguibile, &#8220;razionale&#8221; e come regolata negli atti e negli scopi. Oggi, in una terra di nessuno, aspra e desolata, metafora di tutti i non-luoghi di passaggio del mondo globalizzato, attraversati con facilità e priorità da droga e armi e persone tese al profitto enorme che ne deriva, la violenza ha le sembianze paranoiche di uno spietato killer indistruttibile, casuale e spietato come la Morte che rappresenta, lanciato all&#8217;inseguimento di un ingenuo cow-boy ritrovatosi per caso possessore di una valigetta contenente due milioni di dollari. Credo che il personaggio di Anton Chigurh, interpretato da un superlativo Javer Bardem, sia destinato a restare nella storia del cinema come figura esemplare e indimenticabile di &#8220;cattivo&#8221;. Una figura tutta post-moderna, che uccide glacialmente senza essere obbligato a farlo, come gli dicono tutte le sue malcapitate vittime, affidando spesso ad una monetina la decisione, essendo, lui e la sorte, lui e la casualità più gratuita, diventati la stessa cosa, la stessa sostanza, imprevedibile e inarginabile, della violenza di oggi, nelle sue esplosioni tanto collettive che private. E&#8217; un film cupo, quello dei fratelli Coen, raffinatissimo in mezzo a tanto sangue; un film senza respiro, angosciante, pessimista: il mondo è un congegno impazzito, che si può osservare (senza speranza di trasformarlo) solo con malinconia o al più, per sopravvivere, con ironia e amaro sarcasmo. Ci scappa pure qualche sorriso tra i tesi spettatori del pubblico in sala.</p>
<p>Ennesimo attentato a Gerusalemme. Non fa più nemmeno notizia. Un kamikaze si fa esplodere al mercato ortofrutticolo. Chi c&#8217;è, c&#8217;è. Tra i cadaveri, quello di una donna senza documenti. Passano i giorni e nessuno si fa vivo, con lei morta, a reclamare un&#8217;assenza, un corpo; a dare un nome, un&#8217;identità. Solo un giornalista, più curioso o più attento di altri, scopre tra gli effetti della vittima il cedolino, lacero e bruciacchiato, dell&#8217;ultimo stipendio, venendo così a scoprire la ditta per la quale la donna lavorava. Una ditta grande e fiorente che nemmeno si era accorta dell&#8217;assenza dal lavoro di uno dei suoi numerosi dipendenti. Il proprietario dell&#8217;azienda vuole rimediare al danno d&#8217;immagine (e a un fastidioso senso di colpa) che gli ha procurato la maligna accusa di &#8220;disumanità&#8221; da parte del giornalista, incaricando il capo del personale di indagare sull&#8217;origine della &#8220;disattenzione&#8221; aziendale e sull&#8217;identità della vittima e di provvedere alle spese funebri e ad eventuali indennizzi e risarcimenti. E&#8217; così che inizia <strong>&#8220;Il responsabile delle risorse umane&#8221;</strong> di <strong>Abraham B. Yehoshua</strong>, uno splendido romanzo in cui non a caso nessun personaggio ha nome, fatta eccezione proprio per la donna uccisa, di cui il responsabile arriva rapidamente a scoprire l&#8217;identità. Si tratta di Julia Regajev, un&#8217;immigrata straniera che, sebbene in possesso di una laurea in ingegneria, è stata assunta come semplice addetta alle pulizie. Il responsabile, che pure ne aveva steso di proprio pugno il curriculum dietro sua dettatura, non ne ricorda nulla, nemmeno il bellissimo viso da &#8220;tartara&#8221; che tutti i suoi colleghi, invece, ricordano. Per lui, che pure aveva programmaticamente cambiato il nome del suo ufficio in quello di &#8220;responsabile delle risorse umane&#8221;, Julia era solo un numero, una pratica, un fascicolo, un insieme di dati inserito nel pc insieme ad una sbiadita foto scannerizzata. Fino a quel momento. Fino a quando, al seguito della sua dipendente sconosciuta per riportarne la salma al lontano villaggio natale, scoprirà, in un viaggio di espiazione/purificazione (vera e propria discesa agli inferi, magica e inquietante), che dietro quel numero c&#8217;è tutto un mondo, un&#8217;umanità concreta fatta di affetti, desideri, speranze, testimoniata da oggetti, ormai abbandonati, semplici, intimi, diventati segni tangibili di una vita vissuta e della sua insopprimibile, anche se ignorata o addirittura calpestata, dignità. Il responsabile delle risorse umane scoprirà la &#8220;risorsa umana&#8221; vera che ognuno di noi è, se solo imparassimo a guardarci negli occhi, a non farci passare accanto, inosservate, la bellezza e la bontà; se solo vincessimo l&#8217;indifferenza o il disprezzo preconcetto e riuscissimo con coraggio a &#8220;colmare le distanze&#8221;.</p>
<p><small><a title="La voce di Ghismunda" href="http://ghismunda.blog.tiscali.it">La voce di Ghismunda</a>, 31 luglio 2008</small></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/disumanita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8221;…da VICINO&#8221;</title>
		<link>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/%e2%80%a6da-vicino/</link>
		<comments>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/%e2%80%a6da-vicino/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 17:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[inviti]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[raffaella_francalanci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agliincrocideiventi.it/?p=165</guid>
		<description><![CDATA[opere di Raffaella FRANCALANCI Giovedì 5 giugno 2008 inaugurazione ore 18,30 Ristorante – enoteca “LA BAITA” Via Naviglio, 25/C FAENZA Tel: 0546-21584]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-166" href="http://www.agliincrocideiventi.it/2008/06/02/%e2%80%a6da-vicino/da_vicino/"><img class="alignnone size-full wp-image-166" title="da_vicino" src="http://www.agliincrocideiventi.it/wp-content/uploads/2008/06/da_vicino.jpg" alt="Raffaella Francalanci" width="395" height="190" /></a></p>
<p>opere di<br />
Raffaella FRANCALANCI<br />
Giovedì 5 giugno 2008<br />
inaugurazione ore 18,30<br />
Ristorante – enoteca “LA BAITA” Via Naviglio, 25/C FAENZA Tel: 0546-21584</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agliincrocideiventi.it/2008/%e2%80%a6da-vicino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

