Circolo vizioso

di Ghismunda

C’è da chiedersi come possa in tempi di:
crisi economica
crac finanziari
fallimenti
disoccupazione
precariato
carovita
povertà
paura
insicurezza
violenza
razzismo

salire al 60% il consenso popolare intorno al Presidente del Consiglio. Ma forse la questione è mal posta. A ben vedere, il consenso popolare intorno al Presidente del Consiglio sale al 60% proprio perché ci sono:

crisi economica
crac finanziari
fallimenti
disoccupazione
precariato
carovita
povertà
paura
insicurezza
violenza
razzismo

Nel 1949 Aldo Capitini, di cui ricorre in questi giorni il quarantesimo della morte, auspicava ardentemente per l’Italia la fine di quell’ “impressione”, diffusa soprattutto all’estero, di un paese caotico e immaturo, sempre bisognoso di un «salvatore», di un pugno di ferro, di un «uomo della Provvidenza» e affermava l’importanza, per il nostro paese, di una pronta opera di arginamento di ogni influenza crescente di «regime»; scriveva della necessità di tornare a quel nucleo autentico di tradizione che, incarnandosi, ad esempio, nella carità di San Francesco, nella poesia di Dante, nel metodo di Galileo, è stato capace di affermare valori puri, più alti di quelli della semplice amministrazione della vita.
Nel 2008 la speranza di Capitini si rivela pura utopia. Nel brodo di coltura del disagio, dell’ignoranza e dell’inquietudine, opportunamente alimentato, cresce e alligna un bisogno diffuso di rassicurazione e un’evasione mediatica di sogno, puntualmente soddisfatti e incarnati dal leader più ricco, demagogico e populista della nostra storia.

La voce di Ghismunda, 4 ottobre 2008

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