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Vandana Shiva arriva a Milano con il contro-Expo 2015

Vandana Shiva [1]

Vandana Shiva

di Luisa Betti [2]
Perché l’Expo che si inaugura a Milano in questi giorni non è un motivo di orgoglio per l’Italia che lo ospita e perché rappresenta più una passerella di chi la Terra l’affama che non di chi la sostiene. A spiegarlo sull’Huffigton Post [3]oggi è Vandana Shiva, attivista e ambientalista, che da sempre porta avanti una dura battaglia contro le multinazionali che stanno distruggendo il Pianeta e la nostra salute. Multinazionali come “Mc Donald’s, Coca Cola, Monsanto, Syngenta, Nestlè, Eni, Dupont, Pioneer”, e così via, le quali, ricorda Vandana Shiva “Si sono accordate tra loro per brevettare i nostri semi, per influenzare la ricerca scientifica, per negare ai cittadini il diritto di essere informati, attraverso leggi sull’etichettatura degli Ogm. Le multinazionali che hanno distrutto i nostri terreni e la nostra salute e che ora saranno tutte all’Expo”.

“Multinazionali – dice ancora Vandana Shiva – che ci hanno portato malattie e malnutrizione attraverso i prodotti chimici e gli Ogm, attraverso il cibo-spazzatura e alimenti trasformati, e che hanno speso negli ultimi decenni grandi quantità di denaro per la pubblicità e per le pubbliche relazioni con un’azione di lobbying, volta a influenzare le politiche e ad affermare, in maniera del tutto falsa, che i loro prodotti sfamino il mondo”. Un Expo che ha cementificato ettari di terreno per poter esistere e che espone “un cibo fatto da un’aggregazione di zuccheri e grassi, inadatto a nutrire le persone e dannoso per la nostra salute e soprattutto dei nostri figli”. Per questo Vandana rilancia i piccoli agricoltori che producono il 70% per fabbisogno mondiale e che resistono contro il monopolio dell’agroindustria mondiale che sta spolpando il Pianeta, ribadendo il cosa fare con frasi decise: “Dobbiamo fare di tutto per difendere un modello agroalimentare – scrive Vandana nel suo blog [3]– fondato sull’agricoltura familiare, come quello italiano, europeo e di molti altri paesi. Dobbiamo riaffermare l’orgoglio dei tanti piccoli agricoltori di tutto il mondo che hanno tenuto a costo di grandi difficoltà, i loro campi e che li coltivano con i metodi biologici ed ecologici. Dobbiamo cogliere l’occasione per incontrare persone che incrociano difficilmente i temi della difesa della biodiversità e che magari pensano che la questione del cibo sia solo un tema di quello che si riesce a mettere in tavola e non una questione centrale per ridefinire l’economia e la democrazia”. Un approccio che rappresenta l’occasione “per superare la linearità che produce scarti materiali (i rifiuti) e scarti sociali (i poveri, gli emarginati, i disperati) e arrivare finalmente alla chiusura del cerchio ecologico”.

Per parlare di questo e altro, il Padiglione della Società Civile all’interno di Expo Milano 2015 [4], Banca Etica, Fondazione Triulza e Navdanya International presenteranno domani, sabato 2 maggio (dalle 11:00 alle 13:30), il manifesto Terra Viva, elaborato da un panel di esperti guidati da Vandana Shiva con il contributo di ricercatori da tutto il mondo [5]. Un documento di analisi e denuncia, e una proposta su come superare il paradigma dell’economia lineare in favore di una circolarità da recuperare non solo nella gestione dell’ambiente e dell’agricoltura, ma anche nelle scelte economiche e sociali. A parlare ci saranno, oltre Vandana Shiva, don Luigi Ciotti, il ministro Maurizio Martina e il presidente di Banca Etica Ugo Biggeri (da confermare la presenza di Hilal Elver, special rapporteur dell’Onu per il Diritto al Cibo).

Come sottolinea Vandana Shiva ricordando Ghandi: “Noi possiamo sopravvivere come specie solo se viviamo in accordo alle leggi della biosfera. La biosfera può soddisfare i bisogni di tutti se l’economia globale rispetta i limiti imposti dalla sostenibilità e dalla giustizia. Come ci ha ricordato Gandhi: La Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di alcune persone”.