Con piacere si scopre che il libro può essere letto ma anche ascoltato e non solo per il titolo Stairway to Heaven, lo stesso della canzone dei Led Zeppelin (1971) ma per tutta l’armonia espressa, forse meglio stampata. Zaffagnini ancora una volta raccoglie una tipologia e la ordina in categorie che non hanno nulla dell’inventario tantomeno della   documentazione. Le foto rappresentano stanze colme di libri dove non viene sottolineato l’ordine o il disordine prodotto, ma il complesso meccanismo che i libri creano: “la lettura”.   Eccolo il segreto che Zaffagnini svela senza nessun trucco, l’accumulo librario non è una diversa occupazione dello spazio oltre gli scaffali, ma una vera è propria esigenza di lettura, i libri sugli scaffali non si differenziano da quelli accumulati, ma sono tutti gradini per una scalata (Stairway to Heaven). Come un musicista dà nelle sue indicazioni d’espressione il senso dell’esecuzione, Zaffagnini  fotografa i libri e le  molteplici modalità di lettura, senza evidenziarne nessuna, a Giovanni non interessa, perché la sua lettura è fare la foto successiva; forse per questo non ha messo i nomi degli “insaziabili lettori”  come scrive Angela Madesani nella sua interessante recensione  in Artribune dove sottolinea come una attenta lettura si può trasformare “in una sorta di gioco” nell’abbinare libri e lettori. Sullo stesso ritmo degli scatti fotografici il testo di Eugenio Baroncelli sviluppa una trama che sottolinea, come una colonna sonora, che i libri ci danno sempre una possibilità di lettura, anche quando sono chiusi.     

Giovanni Zaffagnini, Stairway to Heaven

Testo di Eugenio Baroncelli
Danilo Montanari editore
pp. 64, euro 32,00
 
 
 

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