Raccolta firme per un referendum abrogativo sulla riforma costituzionale della giustizia

di Gianni Giovannelli

Come avrete ormai letto nelle cronache e nei quotidiani è partita la raccolta firme promossa da un comitato autonomo di giuristi e attivisti sindacali perché si tenga il referendum e si possa cancellare la legge di modifica costituzionale in tema di giustizia varata dal governo Meloni. È importante raccogliere 500.000 firme entro e non oltre il 30 gennaio 2026, traguardo vicino e obiettivo non semplice ma neppure impossibile da raggiungere. Questo breve periodo potrà essere utilizzato innanzitutto per fare chiarezza: quel che conta davvero, ovvero la posta in gioco, non è certo la c.d. separazione delle carriere (fra magistrati d’accusa e magistrati giudicanti) ma la consegna o meno di un grimaldello a chi detiene il potere per aprire la porta alla cancellazione dei diritti e delle libertà. Modificata la Costituzione poi non si torna più indietro, l’esecutivo avrà mano libera per reprimere. La riforma costituzionale è un segmento della guerra civile scatenata dal potere contro i sudditi, per imporre il dominio e criminalizzare il dissenso.

Si potrà firmare nella piattaforma già attiva da oggi lunedì 22 dicembre 2025:

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034

Per firmare on line occorre usare la firma digitale; nei primi minuti siamo già a 1319. Poi, nei prossimi giorni, saranno organizzati banchetti per la raccolta firme cartacee, ma sono quelle digitali a fare la differenza: per via del poco tempo a disposizione la raccolta cartacea e la consegna materiale sono un problema. Riuscire a raccogliere 500.000 firme significa avere una visibilità di base, avere accesso alla c.d. par condicio durante la campagna per il voto. Dobbiamo essere un sabot, lo zoccolo che bloccava l’ingranaggio sabotandolo; dobbiamo bloccare l’ingranaggio del disegno dispotico e repressivo.

FIRMATE

L’articolo è stato pubblicato su effimera il 23 dicembre 2025

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