Eni al concerto del Primo Maggio. Il nostro dissenso

di aa.vv.


Alla cortese attenzione delle organizzazioni sindacali confed. CGIL, CISL, UIL

Le associazioni e i movimenti firmatari della presente intendono esprimere profonda preoccupazione e netto dissenso rispetto alla scelta di accettare la sponsorizzazione di Eni Plenitude per l’organizzazione del concerto del Primo Maggio, ricorrenza storicamente dedicata alla difesa dei diritti del lavoro, alla giustizia sociale e alla dignità delle persone.

Riteniamo tale decisione in evidente contraddizione con i valori fondativi del movimento sindacale. In particolare, desta sconcerto l’associazione con un attore economico coinvolto, secondo numerose denunce provenienti da organizzazioni della società civile e da osservatori internazionali, in attività che contribuirebbero indirettamente al sostegno logistico delle operazioni militari israeliane nei territori palestinesi, in un contesto segnato da gravi e documentate violazioni dei diritti umani. In tale quadro emergono rilevanti criticità sotto il profilo etico, giuridico e reputazionale, riconducibili direttamente al coinvolgimento di Eni in specifiche attività e relazioni societarie. In primo luogo Eni ha stretto, tramite la propria filiale britannica, un accordo di aggregazione con Ithaca Energy che le conferisce una quota del 30% nella società; Ithaka Energy a sua volta è controllata al 50.5 % da Delek Group, impresa energetica israeliana che, oltre a fornire di carburante anche i veicoli dell’esercito israeliano (1), è inserita dall’ONU nella lista delle imprese complici dell’occupazione illegale dei territori palestinesi e nello sfruttamento delle loro risorse naturali. Inoltre, secondo segnalazioni provenienti da organizzazioni indipendenti (2), Eni sarebbe coinvolta nella spedizione di circa 30.000 tonnellate di greggio, prodotte presso il Centro Olio in Val d’Agri e partite dal proprio terminal petrolifero di Taranto, con destinazione lo Stato di Israele.

Infine, è necessario ricordare che la strategia industriale di Eni è ancora incardinata sull’aumento della produzione di petrolio e gas, una scelta inconciliabile con gli impegni climatici e con quella Giusta Transizione promossa dai sindacati confederali, che garantisca lavoro, tutela dell’ambiente, del clima e della salute anche alla luce degli eventi climatici estremi che colpiscono quotidianamente le nostre comunità.

Tali elementi contribuiscono a delineare un quadro complessivo che solleva interrogativi significativi in merito alla coerenza tra le attività dell’azienda e i principi di responsabilità etica e rispetto del diritto internazionale. In un momento storico caratterizzato da una crescente mobilitazione globale contro il regime di guerra, per la giustizia sociale e climatica e il rispetto del diritto internazionale, riteniamo che le organizzazioni sindacali siano chiamate a esercitare una responsabilità non soltanto rappresentativa, ma anche etica e politica, mantenendo coerenza tra i valori dichiarati e le pratiche adottate.

Il concerto del Primo Maggio non costituisce un evento meramente ricreativo: esso rappresenta uno spazio pubblico altamente simbolico, capace di veicolare immaginari, posizionamenti e discorsi collettivi. È evidente che un’azienda come Eni tenderebbe a capitalizzare tale sponsorizzazione a proprio beneficio, sfruttando la valenza simbolica dell’evento per costruire un’immagine di prossimità a tematiche sociali e ai diritti dei lavoratori, offuscando la propria complicità nelle attività sopra menzionate. Per questa ragione, la scelta degli sponsor assume un significato che va ben oltre il piano economico, incidendo direttamente sulla credibilità e sull’autorevolezza delle organizzazioni promotrici.

Firmatari: BDS Italia, Extinction Rebellion, ReCommon, Ultima Generazione, Assopace Palestina, A Sud, GAP – Giuristi e Avvocati per la Palestina, Pax Christi, Preti contro il genocidio, Rete Ecosocialista, Rete No Bavaglio, Teachers For Future, Thousand Madleens to Gaza, Un ponte per



L’articolo è stato pubblicato su Comune-info il 29 aprile 2026

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