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di Anna Toro
Siamo in uno stato di guerra permanente e globale, una guerra necessaria nella quale ognuno deve fare la propria parte, Italia compresa. O almeno, è quello che intendono il governo e alcuni parlamentari quando invocano il “principio di realtà” in politica per giustificare tutte le scelte principali in questo senso, compreso l’acquisto e l’esportazione di armi. C’è però un altro principio, il vero bandolo della matassa di questo circolo vizioso che ci porta ad armarci sempre di più, per “difenderci” da coloro che probabilmente abbiamo contribuito ad armare: è il mercato, con le sue leggi e i suoi protagonisti che spesso agiscono nell’ombra influenzando le decisioni politiche, mentre i media preferiscono invocare le crisi e le emergenze (migranti, terrorismo) su cui spostare l’attenzione dell’opinione pubblica. Il seminario parlamentare dal titolo “Guerre, Scelte di pace e riconversione industriale” che si è tenuto il 5 luglio a Montecitorio e promosso dal Movimento politico per l’unità italiano, è l’ennesimo tentativo della società civile di intavolare un dibattito e cercare interlocutori fra le istituzioni affinché questi temi non passino come al solito sottobanco. Continua a leggere »

di Stefano Lancini

je suis l'autre

in Vita 8 luglio 2016

Scienza senza confini

Nonostante l’enigma Brexit

di Simone Aliprandi

Tante parole sull’open access e finalmente una decisione concreta e foriera di effetti reali e positivi sul Vecchio Continente.

Tutta la letteratura scientifica europea dovrà essere liberamente accessibile entro il 2020. È il titolo chiaro e deciso del comunicato emesso il 27 maggio dai Paesi Bassi in veste di Paese presidente del Consiglio dell’Unione europea.

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di Gennaro Carotenuto

Leggi il rapporto Chilcot (si consiglia almeno la copertura del Guardian), dal nome del presidente della commissione d’inchiesta britannica sulla guerra in Iraq, e il sapore è doppiamente amaro. Amaro innanzitutto perché l’instabilità del mondo attuale, una regione intera nel caos geopolitico, centinaia di migliaia di morti, milioni di rifugiati, la spada di Damocle del terrorismo islamista, dipende in larga misura da quella guerra criminale, le conseguenze della quale sono pagate ancora oggi innanzitutto dagli iracheni, ai quali non è mai stata “esportata la democrazia” promessa, ma solo lutti e distruzioni

segue sul sito di Gennaro Carotenuto

tortura

 

Torna oggi nell’aula del Senato, dopo oltre un anno dall’approvazione alla Camera dei Deputati, il disegno di legge per l’introduzione del reato di tortura nel codice penale.

“La proposta di introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale – dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – è di una rilevanza eccezionale e andrebbe a colmare una lacuna gravissima presente nel nostro ordinamento giuridico”.

“L’Italia nel lontano 1988 ha preso un impegno con le Nazioni Unite ratificando il Trattato contro la tortura per sanzionare efficacemente i comportamenti costituenti tortura. Da allora – prosegue Gonnella – nulla è accaduto. In Italia non vi è il reato. Siamo divenuti spazio di impunità e luogo di rifugio per chi commette all’estero tale crimine lesivo della dignità umana”.

“Chiediamo pertanto ai senatori – conclude il presidente di Antigone – di fare quanto nelle loro facoltà affinché si arrivi nel più breve tempo possibile alla sua approvazione in via definitiva evitando il ping pong parlamentare e dando via libera al testo licenziato dalla Camera dei Deputati nell’aprile 2015 mettendo da parte le modifiche apportate in commissione giustizia del Senato che, oltre ad allontanare l’approvazione definitiva, presentano diverse e significative criticità”.

Comunicato stampa dell’associazione Antigone, 6 luglio 2016

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