dino silvestroni

Un ricordo

Eccolo il tuo momumento. Tu non l’avevi richiesto ma appena la tua dipartita si è diffusa nel mondo, subito lì,  pronti con il coccodrillo, non in senso giornalistico, ma nel senso che l’Osservatore Romano ha cercato di mordere chi non poteva più parlare. Eccolo il tuo momumento: sono le pagine che hai scritto. Non hai mai detto: ho ragione. Hai sempre parlato di stare solo da una parte e da quella di vedere il mondo, non di condannarlo. Ti sei sbagliato come tutti, però degli sbagli sei riuscito a farne scalino per avanzare. Mi mancherà la tua feroce ironia, filtrata dal sarcasmo dei vecchi che sanno e pensano tutte le mattine che quello sarà il primo giorno di quelli che restano da vivere. Però tu hai sempre scritto per un domani possibile solo se il presente viene cambiato.  Caro Josè Saramago tu non hai bisogno di un momumento. Grazie per le pagine scritte.

il cristo cancellatore non è risorto

aldo merce – il cristo cancellatore non è risorto. Edizioni Lumacagolosa. Borgo Faina – Villanova, 2010. Stampato su carta Canson in 50 esemplari numerati e firmati.

Tutto era stato scritto! Siamo nel ’68, anno dove anche i muri sono pieni di parole. Le parole occupano  tutte le superfici, eppure Emilio Isgrò * con la materialità di un gesto riesce ad allargare l’area della lettura: “cancella le parole”. Non le inventa tantomeno le modifica, cancella parole creando una pagina totalmente nuova che evita ogni possibilità di ri/lettura: tutto deve essere letto per la prima volta. Il Cristo Cancellatore scaccia ogni possibile pigrizia dal lettore, non ammette mercanti (riletture) nel tempio (pagina). Nel cogliere questo processo della lettura e il suo progressivo  scaricarsi  verso la rilettura  sta l’azione del libro di Aldo Merce con le pagine senza parole,  totalmente cancellate dove non è ammesso leggere, forse neanche rileggere.
Dino Silvestroni

* Emilio Isgrò – Il Cristo Cancellatore. Romanzo semplice. Testo di Pierre Restany. Milano.  Galleria Apollinaire, 1968