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Mafia: un’estate molto calda, tra polemiche, memorie e appelli

di Alessio Di Florio

E’ stata un’estate molto calda sul fronte della memoria delle vittime della mafia. L’anniversario che ha scatenato più polemiche è certamente stato quello della strage di via D’Amelio, dove rimase ucciso Paolo Borsellino, insieme con la sua scorta. Le dichiarazioni di Riina e di Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo condannato per mafia Vito, sono state per giorni al centro dell’attenzione mediatica. Riina ha accusato apparati dello Stato di essere i mandanti della strage, della quale lui sarebbe innocente. Massimo Ciancimino è tornato a parlare di trattative tra Stato e mafia a ridosso dell’estate 1992.

19 luglio 1992

Lettera aperta ai media
Salvatore Borsellino

Per anni, dopo l’estate del 1992 sono stato in tante scuole d’Italia a parlare del sogno di Paolo e Giovanni, a parlare di speranza, di volontà di lottare, di quell’alba che vedevo vicina grazie alla rinascita della coscienza civile dopo il loro sacrificio, dopo la lunga notte di stragi senza colpevoli e della interminabile serie di assassini di magistrati, poliziotti e giornalisti indegna di un paese cosiddetto civile.