Sulla dorsale dei pesci

Attraversa-MentiVorrei parlarvi, questa volta, di un progetto, da me presentato all’Amministrazione Comunale, che mi ha visto coinvolto anche in qualità d’artista, a riguardo di un intervento pubblico (si direbbe, di “arredo urbano”, ma la definizione, non è che mi piaccia molto…).
‘’ATTRAVERSA-MENTI’’, questo il titolo, da me pensato per definire quel che ho realizzato a Forlì, nel mese d’aprile di quest’anno ( l’inaugurazione si è svolta venerdì 11 maggio, alla presenza delle autorità cittadine, che hanno approvato e finanziato il progetto).

Il luogo dell’intervento e’ stato un sottopassaggio pedonale, in precedenza fortemente degradato, posto all’incrocio tra viale Roma e P.zza della Vittoria.
Ho qui immaginato lo scorrere di un fiume che simbolicamente rappresenterebbe i fiumi che effettivamente scorrono nel sottosuolo forlivese, ma anche quel fiume di gente che passa, servendosi del sottopassaggio, evitando la strada trafficata in superficie, da cui il titolo “Attraversa-Menti”.
Per mezzo di una tecnica che solo per sintesi descrittiva definirò, “a Mosaico”, (ho realizzato infatti quattro pannelli che sconfinano dalle regole classiche della stessa tecnica musiva), mi sembra di poter dire a conclusione del lavoro, di aver restituito, soprattutto ai giovani, e all’intera città, un luogo piacevole, bello e rassicurante.
Proprio i giovani, sono stati chiamati, in prima persona, a partecipare come protagonisti alla realizzazione di questa attività.
Sono stati infatti, coinvolti i bambini e i ragazzi (fra cui alcuni degli studenti i quali hanno già terminato gli studi) che più di altri utilizzano il sottopasso, poichè in questa zona, sono ubicate le loro scuole (Elementare “ De Amicis”, Media “ Palmezzano” e Liceo Classico “Morgagni”)
L’opera consiste nella rappresentazione di due grandi pesci sui lati corti e due grandi onde, sui lati lunghi del sottopasso.
Per la realizzazione del mosaico, ho chiesto agli alunni delle scuole coinvolte nel progetto, coadiuvati dai loro insegnanti, di realizzare in terracotta, un piccolo bassorilievo a tema libero, da inserire nella pancia dei pesci al fine di riempirla con un puzzle di “segni” caratteristici del linguaggio espressivo dei bambini e dei ragazzi.
Sulla dorsale dei pesci, ho collocato sette barchette (in forma di origami), in ceramica smaltata, coi colori dell’arcobaleno che richiamano l’idea della pace e della fratellanza fra i popoli.
Il colore caldo ocra dei bassorilievi è stato poi contrastato dai colori freddi del resto del mosaico, definito dalle tonalità che procedono dal blu al bianco.
Al fine di questo risultato ho utilizzato pezzi di piastrelle smaltate, che sono state combinate insieme ad innumerevoli specchi intagliati in forme non solo geometriche, creando così un’amplificazione luministica e riflettente dello spazio.
Anche i materiali usati per le onde, hanno le tonalità cromatiche fredde del cielo e dell’acqua, mentre per creare il sole e i suoi riflessi, si sono preferite le tonalità calde.
Ed anche qui sono state poste in senso ritmico alcune barchette, simili alle altre, ma questa volta, realizzate con gli specchi.
Come ho anticipato già, prima dell’intervento il luogo versava in uno stato di degrado impressionante e dall’aspetto sinistro, adesso ci si immerge in luogo gioioso, quasi ludico, più ampio e luminoso.
Ed è interessante verificare come i passanti, godano del buon umore di cui li carica l’Opera, si soffermano ad ammirarla, con l’unico timore che se il luogo non sarà protetto da qualche sistema di controllo, potrà subire attacchi di vandalismo (io non la penso così anzi, credo che se un luogo viene riqualificato, gli atti vandalici implodono per l’effetto lenitivo dell’arte nei confronti di chi vorrebbe far sentire la propria rabbia).
Interessante inoltre verificare come l’Opera interagisca con i fruitori sociali durante il loro passaggio, molti dei quali, attratti in particolare dagli specchi, vi si soffermano per riassettarsi (o per “riflettere”?) e perchè spinti dalle usuali civetterie quotidiane (chi si trucca, chi si sistema i capelli, chi si dà il rossetto…).
Ed e’ così che è stato pensato questo progetto, al contempo artistico e pedagogico, affinchè l’arte non sia fine a se stessa, ma risulti “utlile” ed interagisca con la società.
Un’ arte per tutti e alla portata di tutti, che esca dai musei e dai “palazzi” e posta come patrimonio culturale dei cittadini tout court, così da assolvere all’endemico bisogno sociale, di vivere nel “bello”.
Ed è interessante vedere come i bambini arrivino nel sottopasso, accompagnati dai genitori o dai nonni, ai quali spiegano orgogliosamente, quale compito, hanno loro svolto, nella realizzazione del mosaico.
Arte “utile”, perché chi vi ha preso parte come “cittadinanza attiva” ad iniziare dai bambini, si sono sentiti protagonisti del recupero dei luoghi degradati della loro città.
Se vuoi vedere le immagini clicca qui.

1 commento su “Sulla dorsale dei pesci”

  1. Carissimo la tua idea è stata fantastica specialmente perchè non solo hai dato “nuova vita”a uno squallidissimo sottopassaggio ma ancora di più perchè fhai coinvolto giovani e giovanissimi educandoli a vedere le cose sotto un altro punto di vista. Grazie.
    Perchè non pensare di proporre questo progetto anche in altre città?
    Con affetto Francesca

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