pena di morte

USA: aumentano le esecuzioni

di Giovanni Franza


L’uso della pena di morte negli US è aumentato nettamente, con più esecuzioni nel 2025 rispetto a qualsiasi anno dal 2009.

In teoria, la pena di morte è riservata al peggio del peggio. In pratica, è molto differente.

Le persone scelte sono sproporzionatamente povere o mentalmente deboli e, spesso, mancano di buoni avvocati. Sono anche più facilmente sentenziati a morte se colpevoli di uccisione di una persona bianca.

La maggior parte del mondo l’ha abolita o comunque tolta dal ventaglio delle possibilità: Europa occidentale, Canada, Messico, Argentina, Brasile, Cile, Marocco, sud Africa e Australia. Gli us si pongono in una lista di soli 20 paesi circa che ne prevedono l’utilizzo: tra questi Afghanistan, Cina, Iran e Corea del Nord.

Molti dí questi paesi, recentemente, hanno introdotto leggi volte a proteggere i dettagli di quello che accade durante il procedimento. Lo stato dell’Indiana, ad esempio, ha vietato alla stampa di assistere alle esecuzioni.

La Florida, guida il gruppo. Lo scorso anno ha eseguito 19 condanne. Il precedente record statale era di 8, nel 2014. Quest’anno DeSantis ha già firmato 5 condanne.

Lo scorso anno, DeSantis ha firmato una legge che concede la pena di morte per gli immigrati irregolari che commettono i reati più gravi. In, quantomeno apparente, contraddizione con un pronunciamento della Corte Suprema del 1987 che proibisce la sentenza di morte automatica, per qualunque categoria di crimine.

Il nome di questa legge? Trump Act.


L’articolo è stato pubblicato il 14 marzo 2026 su Osservatorio sulla legalità e sui diritti

La foto è di Foto di Kindel Media da Pexels

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A Reggio Emilia

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10 ottobre 2023 Giornata Mondiale contro la Pena di Morte

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Tempi duri per la pena di morte

17 settembre 2009
17 settembre 1948
L’inviato dell’Onu Folke Bernadotte è assassinato da terroristi israeliani

Settembre è stato un gran brutto mese per la pena di morte.

E’ iniziato con un potente articolo del New Yorker in cui si racconta la storia di Cameron Todd Willingham che, condannato a morte per l’arson murder (incendio doloso con omicidio) delle sue bambine, si è sempre dichiarato innocente, arrivando a rifiutarsi di scambiare la condanna all’ergastolo con la confessione.

Il Texas lo ha ucciso nel 2004, anche se un famoso chimico aveva dichiarato che l’incendio era stato accidentale, mentre oggi è il rapporto ufficiale di Craig Beyler che lo scagiona completamente affermando che i primi investigatori:

“had poor understandings of fire science and failed to acknowledge or apply the contemporaneous understanding of the limitations of fire indicators.”

A questo rapporto, scritto per la Texas Forensic Science Commission, si è aggiunto l’elefantiaco resoconto sul patetico stato della scienza forense americana inviato all’apposita commissione Senatoriale dal National Research Council della National Academy of Sciences.

Rapporto che non poteva essere più tempestivo.

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