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Diletto, dialetto

Esemplare dell’edizione giolitina de La Divina Comedia del 1555 appartenuto a Galileo Galilei

Prosegue la lettura della Divina Commedia in Hex Code

legge Pierluigi Canestrari

Per diletto ai ho avù chèra
d’avlé lèzar in dialèt,
dall’antico dialektos:
sta per disputa o ragnéda,
ona gran bèla turdera.

per diletto ho piacere / di volerlo leggere in dialetto / dall’antico dialektos: / sta per disputa o confronto (acceso) / una gran bella confusione.

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La Divina Commedia

La lettura come traduzione

legge Andrea Zuccolo

Poesie II

 

di Bruna Alboni

PENSIERI IN TRENO

La vita impone delle scelte
A cui non possiamo sottrarci
E con l’animo in lotta
Si è costretti inevitabilmente
Ad escludere ogni alternativa

Lungo le rotaie
Neve di biancospino
È scesa
Sullo smeraldo di primavera
Da una nuvola di sole.

STRADE IGNOTE

Al mio paese le case
Hanno un’anima
Qui i volti stessi
Sono case di pietra

SUONANO

Suonano alla porta.
No, non aprire,
è la notte alla soglia.
Metti il catenaccio,
se guardi entrerà l’addiaccio.
Suonano ancora.
No, non andare.
Lascia ancora spazio ai tuoi sogni
È la realtà che vuole entrare.

ATTESA

Attendere
Sperare
Chissà
Domani
Attendere.

DI FRONTE AL MALE

Mi sento inerme
Di fronte al male
Non ho parole
Non ho discorsi
Non ho difese.
Mi lascio avvolgere
Travolgere
Lacerare
Perché non ho potere
Contro il male.
Ritorno all’infanzia
All’impotenza del neonato
E sorrido anche
Al male.
Del male
Conosco solamente
Il dolore
Che rimane.

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