Una Breve nota
di Dino Silvestroni
Amici e tutti poeti, poeti e tutti amici. Ferruccio Benzoni, Stefano Simoncelli e Walter Valeri condividono e progettano ben più di un semplice spazio fisico in una quotidianità geograficamente e culturalmente provinciale. Il confronto continuo attraverso letture, riletture, scritti e revisioni porta gli autori a fondare un vero e proprio presidio di produzione culturale. Non una casa editrice, né un contenitore di programmi istituzionali al centro ci sono le parole, capaci di generare relazioni e sensazioni, non amministrazione. La rivista si rivela così uno strumento agile nella diffusione e comunicativo nella sua brevità. Questo avamposto culturale esprime una forza tale da attrarre l’attenzione di grandi autori, spesso considerati veri e propri maestri, ben distanti dalla dimensione provinciale. Rileggendola oggi, emerge come la rivista «Il Porto» abbia suscitato l’ampio interesse documentato nella storia della letteratura, senza tuttavia intercettare un nuovo pubblico di lettori. Il dialogo, all’epoca, era rivolto ai maestri e non agli studenti. In quest’ottica, il presidio perde lentamente la sua spinta propulsiva e smette di tessere legami. Senza addentrarmi in dettagli che non conosco, ritrovo nel celebre verso «Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale» il destino della futura scelta individuale di ogni autore: il presidio resta storia comune, la scrittura diventa pagina autonoma.
Appunti dimenticati e ritovati in occasione del Convegno per Simoncelli, organizzato a Cesenatico dal Comune e da Casa Moretti il 22 maggio 2026



