Arti visive

Trucco, maschera del viso

di Maddalena Giovannelli

Tratto dal catalogo della mostra fotografica: Tra un manifesto e lo specchio. Aristi in camerino di Giuseppe Nicoloro.

L’attore tragico, nella Grecia antica, si presentava in scena completamente trasformato: indossava un lunghissimo e sfarzoso abito, ai piedi alte scarpe che gli conferivano una statura innaturale, sul viso, naturalmente, la maschera. Questa era, probabilmente, innanzi tutto una macchina fonica, che permetteva di recitare in spazi ampi davanti a 10.000 spettatori. Ma era anche il mezzo tramite il quale un semplice cittadino ateniese smetteva di essere tale per divenire un eroe del mito, Eracle, Medea o Agamennone; o la chiave per uscire dalla vita quotidiana ed entrare in una dimensione altra, quella del teatro. L’attore sul palco non aveva aspetto umano: diveniva funzione del racconto o, come ha scritto il regista Massimo Castri, un enorme e affascinante burattino; a nessuno interessava intravedere (seppure in controluce) l’essere umano che si nascondeva dietro la maschera.

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Sulla dorsale dei pesci

Attraversa-MentiVorrei parlarvi, questa volta, di un progetto, da me presentato all’Amministrazione Comunale, che mi ha visto coinvolto anche in qualità d’artista, a riguardo di un intervento pubblico (si direbbe, di “arredo urbano”, ma la definizione, non è che mi piaccia molto…).
‘’ATTRAVERSA-MENTI’’, questo il titolo, da me pensato per definire quel che ho realizzato a Forlì, nel mese d’aprile di quest’anno ( l’inaugurazione si è svolta venerdì 11 maggio, alla presenza delle autorità cittadine, che hanno approvato e finanziato il progetto).

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