di Dino Silvestroni

Ricevere una busta con il mittente “Compagnia dei Santi Bevitori – Pistoia”, contenente un libretto finemente curato da Marco Sangiorgi, non solo riempie la giornata ma ravviva anche la connessione con il mondo. Con questo lavoro, Sangiorgi presenta un autore poco noto e poco letto. Ricordo che un tempo, quando da giovane frequentavo i banchi dei librai antiquari, molti collezionisti informavano gli amici con immensa gioia del ritrovamento di una copia, senza però aggiungere alcuna informazione sulla sua lettura. Il saggio di Sangiorgi si muove con efficacia tra una metodica esposizione e precise note, che non si limitano a piè di pagina. Per chi desidera scoprire questo autore – più preoccupato a scegliere lo pseudonimo, eppure citatissimo e al contempo ignoto alla maggioranza dei lettori – “Luci e penombre” diventa oggi una lente preziosa; “nonostante la loro modesta qualità artistica originaria”, queste pagine aprono le porte a una produzione letteraria minima nel volume, ma complessa e unica nella scrittura.
Silvio D’Arzo, Luci e penombre. Liriche, a cura di Marco Sangiorgi, Compagnia dei Santi bevitori, Pistoia, 2026.
