Diritti umani

Ponte Galeria inferno inutile

Articolo di Furio Colombo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, il 27/07/11

Una ragione grave ha indotto un gruppo di senatori e deputati (tutti di opposizione) ad andare a Ponte Galeria, il cosiddetto Centro di Identificazione e di espulsione di Roma, ovvero la prigione di immigrati e profughi catturati a caso, rinchiusi a caso, detenuti senza spiegazioni, senza ragioni e senza capire. Lo stesso giorno, il 25 luglio, altri deputati e altri senatori si sono presentati ai Cie in tutta Italia. È accaduto che il governo Bossi-Maroni (al momento ancora formalmente presieduto da Berlusconi) abbia appena stabilito, in modo del tutto arbitrario e mentre tutto accade, nel mondo e in Italia, tranne che un’emergenza immigrati, che la detenzione cieca, che era di sei mesi, sia adesso improvvisamente diventata una detenzione cieca di un anno e mezzo. Ho scritto “cieca” perché niente è chiaro o spiegato o documentato in questa brutta storia. Per essere sicuro che resti cieca, il governo Bossi-Maroni ha deciso, contro la Costituzione, di vietare l’ingresso ai giornalisti, impedendo dunque qualunque informazione per i cittadini e per l’opinione pubblica internazionale. Il 25 luglio a Roma c’erano il presidente dell’Ordine dei giornalisti. C’era il segretario della Federazione della stampa. C’erano televisioni e decine di colleghi giornalisti. Dal tetto di uno degli edifici prigione alcuni detenuti ribelli chiedevano di incontrare i giornalisti e di parlare. Per la stampa non è entrato nessuno.

Giornata mondiale dell’alfabetizzazione

di Fabio Pipinato (direttore di Unimondo)

Nei sud del mondo la parola alfabetizzazione fa rima con sviluppo, ma anche con vita. Sostenere la scolarizzazione, soprattutto per le donne, significa rendere ogni persona protagonista dello sviluppo all’interno della propria famiglia, con una ricaduta importante nel destino del proprio Paese, un modo per salvare i propri diritti e la propria esistenza. L’8 settembre si celebra la Giornata mondiale dell’alfabetizzazione, una ricorrenza che riguarda non solo i Paesi cosiddetti in via di sviluppo, ma anche gli Stati occidentali, che non devono mai far scemare l’attenzione sul mondo della scuola, degli insegnanti e dell’istruzione nelle varie fasce d’età.

Numerosi studi e ricerche
hanno dimostrato gli effetti positivi della scolarizzazione dei bambini e delle bambine sull’intera comunità di appartenenza. Si stima che a un aumento dell’1% del tasso di alfabetizzazione femminile corrisponda una crescita dello 0,37% del reddito annuo procapite. Conseguenze analoghe si hanno anche sulle condizioni di salute generali. Si calcola che a una crescita dell’1% del tasso di alfabetizzazione corrisponda una crescita del 2% della speranza di vita.

Il livello di istruzione delle madri ha effetti benefici sulla salute e la sopravvivenza dei loro bambini. Si stima che un solo anno in più di scuola, per una futura mamma, possa ridurre del 2% la probabilità di morte dei suoi bambini entro i cinque anni. Nella Dichiarazione del Millennio, i leader mondiali affermarono la propria responsabilità non soltanto nei confronti dei rispettivi popoli, ma verso l’intera specie umana, definendo una serie di ambiziosi propositi da conseguire entro il 2015 (articoli 19 e 20 della Dichiarazione). Il secondo degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Osm) riguarda l’impegno di garantire a tutti un’istruzione primaria, cioè «Fare in modo che tutti i bambini e le bambine completino il ciclo scolastico primario».

Recuperare il valore delle proprie risorse

di Vincenzo Vincenzo Andraous
Il carcere può dire qualcosa di importante, può riappropriarsi della sua funzione di salvaguardia della collettività: “ dal carcere ci si può licenziare con merito, oppure rimanere detenuti per ripetizione, ma non si può ripetere  la stessa classe quando si è stati promossi a essere se stessi a pieni voti “.

Tempi duri per la pena di morte

17 settembre 2009
17 settembre 1948
L’inviato dell’Onu Folke Bernadotte è assassinato da terroristi israeliani

Settembre è stato un gran brutto mese per la pena di morte.

E’ iniziato con un potente articolo del New Yorker in cui si racconta la storia di Cameron Todd Willingham che, condannato a morte per l’arson murder (incendio doloso con omicidio) delle sue bambine, si è sempre dichiarato innocente, arrivando a rifiutarsi di scambiare la condanna all’ergastolo con la confessione.

Il Texas lo ha ucciso nel 2004, anche se un famoso chimico aveva dichiarato che l’incendio era stato accidentale, mentre oggi è il rapporto ufficiale di Craig Beyler che lo scagiona completamente affermando che i primi investigatori:

“had poor understandings of fire science and failed to acknowledge or apply the contemporaneous understanding of the limitations of fire indicators.”

A questo rapporto, scritto per la Texas Forensic Science Commission, si è aggiunto l’elefantiaco resoconto sul patetico stato della scienza forense americana inviato all’apposita commissione Senatoriale dal National Research Council della National Academy of Sciences.

Rapporto che non poteva essere più tempestivo.

Una sola umanita’

Signor Presidente della Repubblica,
ho sempre fatto mio lo scritto di don Milani: “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi diro’ che, nel vostro senso io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri”.
Come “senza patria” non avrei quindi mai pensato di dovermi rammaricare di essere italiana. Ma di fronte agli stranieri che in questi giorni vengono colpiti dal “pacchetto sicurezza”, una legge immorale, incostituzionale e razzista mi vergogno profondamente. Vorrei trovare il modo di comunicare loro che sono consapevole che l’immigrazione e’ la conseguenza di un sistema internazionale di ingiustizia; e che, se mi trovassi nella loro stessa situazione, anch’io cercherei, legalmente o illegalmente, di emigrare.
Vorrei raccontare loro la storia di mia nonna, vittima di pulizia etnica in Turchia nel 1913, ed approdata in Italia solo perche’ di lontanissime e ormai dimenticate origini italiane; e dei miei zii, emigrati in Francia in cerca di lavoro. Forse avro’ anch’io bisogno di una donna straniera che mi assista; ma non e’ per puro utilitarismo che vorrei che fosse bene accolta: e’ anche per non dovermi vergognare del paese in cui vivo e di cui, volente o nolente, condivido la lingua, la storia e la cultura.
Sono una semplice insegnante, e quindi probabilmente non mi trovero’ nella condizione di dover chiedere il permesso di soggiorno a chi iscrive i figli a scuola: a me di solito vengono consegnati gli elenchi dei bambini gia’ iscritti. Ma se in qualche modo dovesse capitare, dichiaro fin d’ora che disobbediro’ e boicottero’ questa legge ingiusta.
Signor Presidente della Repubblica, lei sa che questa legge contravviene ai principi fondamentali della Costituzione: rispetto per i diritti umani, diritto di asilo, solidarieta’ ed accoglienza.
Non la firmi.

Norma Bertullacelli

Supplemento straordinario de “La nonviolenza e’ in cammino” dell’8 luglio 2009