Texas – Rapporto sulla pena capitale 2008

di Texas Coalition to Abolish the Death Penalty

Il numero medio di condanne a morte eseguite in tempo record, così come il numero di nuove condanne emesse raggiunge il livello più basso in Texas da 30 anni a questa parte

(Austin, Texas) — La Coalizione Texana per l’abolizione della Pena di Morte (TCADP) emette oggi il suo Rapporto annuale sugli obiettivi raggiunti a livello statale in tema di pena capitale, in occasione dell’anniversario della ripresa delle esecuzioni nello Stato, il 7 dicembre del 1982. Secondo il Rapporto, le giurie texane nel 2008 hanno emesso nove nuove condanne a morte (otto uomini ed una donna), il numero più basso registrato dalla reintroduzione ufficiale della pena di morte nel 1976. Sono state inoltre riconfermate due vecchie condanne a morte. Dal 26 settembre 2007 fino al 16 aprile 2008 è stata in atto una moratoria de facto nell’attesa della decisione della Corte Suprema americana sulla costituzionalità del protocollo utilizzato dalla maggioranza degli Stati per l’esecuzione tramite iniezione letale. Il 16 aprile 2008 la Corte, nel caso Baze v. Rees, ha deciso che l’attuale protocollo utilizzato dal Kentucky (e da altri Stati, fra cui il Texas) non costituisce punizione crudele ed insolita. In seguito alla decisione sono state annullate tutte le sospensioni concesse in precedenza, dando il via alla ripresa delle esecuzioni. In Texas la prima condanna a morte, dopo la lunga sospensione, è stata eseguita l’11 giugno 2008 con l’uccisione di Karl Chamberlain. Lo Stato ha ucciso altre 17 persone nella seconda metà del 2008, rendendosi responsabile del 50% di tutte le condanne a morte eseguite negli Stati Uniti quest’anno. Sette delle persone giustiziate erano state condannate a morte nella Contea di Dallas. “Il 2008 può essere considerato come un altro anno sulle montagne russe per la pena capitale texana”, ha dichiarato Kristin Houlé, direttore esecutivo della TCADP. “Lo Stato ha eseguito un numero ‘solito’ di condanne a morte in un lasso di tempo record: in media una a settimana per cinque mesi. Tuttavia, lo zelo delle autorità in materia di esecuzioni non ha trovato riscontro nel numero calante di nuove condanne a morte emesse e nuovi arrivi nel braccio della morte, a dimostrazione della tendenza verso un calo nel sostegno da parte dell’opinione pubblica per la pena di morte”.

Un’altra cosa da sottolineare per l’anno che sta per concludersi è la mancata esecuzione di diversi condannati: sei di loro, i quali avevano una data di esecuzione fissata nel 2008, hanno ricevuto una sospensione all’ultimo momento per ragioni che variano dalla possibile innocenza, all’equità del procedimento legale, o a questioni legate al ritardo mentale o alla malattia mentale. In particolare il caso di Charles Hood ha messo in discussione l’integrità del sistema giudiziario texano, dopo che è stato dimostrato con prove che il Giudice che presiedeva il processo originario era legato romanticamente al Procuratore Distrettuale che aveva chiesto la pena capitale. La Corte Penale di Appello del Texas ha concesso a Hood una revisione sulla base di tale relazione impropria ed il suo avvocato sta cercando di ottenere un nuovo processo.

Altre questioni evidenziate dal Rapporto della TCADP sono, fra le altre, le seguenti:

•    Nel 2008 lo Stato del Texas ha eseguito 18 condanne a morte in cinque mesi. Soltanto altri otto Stati hanno eseguito condanne a morte quest’anno e nessuno di questi ha giustiziato più di quattro persone. In Texas sono state giustiziate 423 persone dal 1982 ed attualmente i detenuti rinchiusi nel braccio della morte sono 354, di cui 344 uomini e 10 donne.
•    Michael Blair è divenuto il nono condannato a morte esonerato in Texas in seguito all’esecuzione del test del DNA che non ha dimostrato che fosse lui il colpevole del crimine che l’aveva portato nel braccio della morte.
•    Nel 2008 altri sette detenuti sono stati rimossi in via definitiva dal braccio della morte e le loro sentenze sono state commutate in pene detentive. Fra questi vi sono Thomas Miller-El, Johnny Paul Penry e LaRoyce Smith, le cui condanne a morte sono state capovolte in momenti diversi e per ragioni diverse dalla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America.
•    I giurati popolari hanno respinto la pena di morte in almeno quattro processi capitali tenutisi nel 2008, optando piuttosto per l’ergastolo senza la possibilità di rilascio sulla parola.
•    La Contea di Harris, responsabile del maggior numero di esecuzioni di qualsiasi altro Stato del Paese (tranne il Texas), non ha mandato nessuna persona nel braccio della morte nel 2008.
•    Il Texas ha sfidato il Messico ed il Tribunale Internazionale di Giustizia mettendo a morte, il 5 agosto del 2008, Jose Medellin, un cittadino messicano, nonostante fosse stato violato il suo diritto all’assistenza consolare in occasione del suo arresto nel 1993, contrariamente a quanto previsto dalla Convenzione di Vienna sulla Relazioni Consolari.
•    La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti del 25 giugno 2008 nel caso Kennedy v. Louisiana ha invalidato la clausola capitale prevista dalla cosiddetta “Jessica’s Law” [la legge sulla violenza sessuale nei confronti di minori. La legge è l’HB8, rinominata dal nome di Jessica Lunsford, una bambina rapita ed uccisa in Florida nel 2005 da una persona con precedenti per violenza su minori. N.d.T.] che era stata approvata dalla Legislatura texana nel 2007. I Giudici, con un voto di 5 a 4, hanno deciso che la pena di morte è incostituzionale per lo stupro di un minore, vietandone l’imposizione per tutti i casi in cui lo stupro non abbia portato alla morte della vittima.

Il Texas ha già fissato undici esecuzioni per i primi tre mesi del 2009. “Nonostante le continue preoccupazioni in merito alle falle ed agli errori del sistema di giustizia penale del Texas, oltre alla crescente presa di coscienza dell’opinione pubblica in merito alla sua fallibilità, il ‘nastro trasportatore che porta alla morte’ continua ad operare alla massima velocità”, ha dichiarato Houlé. “La TCADP chiede a tutte le autorità elette di esaminare attentamente questo sistema governativo guasto e costoso, un sistema che porta a condanne e molto probabilmente ad esecuzioni sbagliate, e di appoggiare alternative che proteggano la società e puniscano al contempo i veri colpevoli”.

La TCADP è un’organizzazione popolare con sede ad Austin, Texas.

Il Rapporto Texas Death Penalty Developments in 2008: The Year in Review è disponibile in lingua inglese.

Potete contattare Kristin Houlé all’indirizzo khoule@tcadp.org per riceverne una copia direttamente via e-mail.

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