admin

Elementi Naturali

Invito a Elementi Naturali la mostra di ceramica e pittura di Paola Biadetti e Mario Lo Coco.

La S.V. è invita il 30 ottobre 2022 alle ore 16 presso la galleria del Caffè Letterario del Sansi in Via della Salara Vecchia, 21 Spoleto alla mostra di ceramica e pittura “elementi naturali” di due artisti Paola Biadetti e Mario Lo Coco.
L’iniziativa è stata realizzata da Menotti Art Festival Spoleto Festival Art presidente Luca Filipponi e l’evento rientra nella rassegna di iniziative dello Spoleto Meeting Art con Maestri a Confronto. Alla presentazione saranno presenti gli artisti e con l’intervento critico di Sandro Costanzi e del Prof.Enzo Dall’Ara. La mostra ingresso libero, sarà possibile visitarla fino al 30 novembre 2022.

Invitation to Elementi Naturali the ceramic and painting exhibition by Paola Biadetti and Mario Lo Coco.
The S.V. on October 30, 2022 at 4 pm at the gallery of the Caffè Letterario del Sansi in Via della Salara Vecchia, 21 Spoleto to “natural elements” the ceramic and painting exhibition by two artists Paola Biadetti and Mario Lo Coco. The initiative was created by Menotti Art Festival Spoleto Festival Art president Luca Filipponi and the event is part of the Spoleto Meeting Art review with Masters in Confrontation. The artists will be present at the presentation with the critical intervention of Sandro Costanzi and Prof. Enzo Dall’Ara. The exhibition free admission, it will be possible to visit it until November 30, 2022.

Elementi Naturali Leggi tutto »

La Pace

di Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

Un tema di estrema attualità che è stato una costante ossessiva dell’esistenza di un grande intellettuale che si è speso con una ostinazione inesauribile, generosa, implacabile per una cultura di pace. LA PACE. Scritti di lotta contro la guerra, secondo Cesare Zavattini, è l’argomento del saggio, curato da Valentina Fortichiari ed edito da La Nave di Teseo, con postfazione di Gualtiero De Santi, che sarà presentato a Roma, presso la sede dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico di cui lo stesso Zavattini fu primo presidente.

Nella sala a lui dedicata, sabato 29 ottobre alle ore 17:30, la curatrice, insieme al direttore del Premio Zavattini Antonio Medici, alla studiosa Stefania Parigi e alla produttrice cinematografica Marina Piperno, dialogheranno sul volume di recente uscita, un vero e proprio “atlante della Pace”, composto di sceneggiature e idee per film, interventi, lettere pubbliche e messaggi agli amici, con molti materiali inediti, per raccontare l’instancabile contributo alla vita civile di un maestro della letteratura italiana.

Una raccolta di quarant’anni di impegno civile contro la guerra, tra invocazioni, idee, progetti, interviste, di appelli all’umanità, di battaglie, che vide ZA in prima linea con un impegno socio-politico e un compito civile, morale, umanitario, che oggi nessun protagonista della storia dopo Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, né alcun opinionista o intellettuale del nostro Paese appare incline a perseguire con tanto accanimento.

L’incontro, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, sarà introdotto dal presidente AAMOD, Vincenzo Vita.

La Pace Leggi tutto »

La guerra è guerra e gli affari sono affari.

Carro armato

di Raffaele Crocco

La guerra è guerra, viene da dire. E gli affari sono affari. Così, mentre il calendario sfoglia il giorno numero 230 di questa fase della guerra in Ucraina, scopriamo che Erdogan incontra Putin per parlare d’affari. Gas, nello specifico, immaginando che la Turchia possa diventare la futura piattaforma internazionale per comperarlo. Addio Amsterdam, quindi – ipotesi che per altro trova molti d’accordo – e, chissà?, avanti Ankara, con la benedizione di Putin, che trova Erdogan “partner affidabile”.

Tutto questo è accaduto ad Astana, come è tornata chiamarsi la capitale del Kazakistan dopo la breve stagione come Nur Sultan. Putin e Erdogan si sono incontrati. Le cancellerie lo avevano annunciato. Si sperava in qualche importante passo negoziale: zero assoluto. Si è parlato d’affari, con la Turchia che si è garantita le forniture di gas russo.  Turkish Stream, il gasdotto che collega i due Paesi, funziona a pieno ritmo. Mossa abile, quella del neo sultano turco, soprattutto pensando che si tratta dello stesso Erdogan che a Kiev, qualche mese fa, si è garantito un ruolo di primo piano nella ricostruzione dell’Ucraina distrutta dalla guerra.

L’ambivalenza turca, il fare affari con tutti, vale oro colato per le casse di Ankara. E’ per altro la logica prosecuzione di tutto ciò che, fra il 2014 e il 2022, ha portato all’attuale disastro. Il prevalere degli affari fra Unione Europea, Kiev, Mosca, ha sempre tenuto lontana la soluzione reale del conflitto nel Donbass

Ora, mentre ancora si fanno affari, si continua a morire. Leopoli e Ternopil, città dell’Ucraina occidentale, sono sotto attacco di giorni. Pare siano state colpiti solo obiettivi militari, ma il conto dei morti fra i civili è difficile. Una stima approssimativa parla, ad oggi, di almeno 50mila morti, ma il numero non è ufficiale. Muoiono le persone, si distrugge un Paese. Mosca dichiara di aver reso inservibile, ad oggi, almeno il 30% dell’infrastruttura energetica dell’Ucraina. Questo significa aver messo in ginocchio la struttura sociale e in grave difficoltà ospedali e centri di assistenza. Kiev però non molla. Ha colpito la regione russa di Belogorod. Il bersaglio è stato un deposito di armi, ma le autorità russe hanno reagito accusando di “terrorismo” le forze armate ucraine.

Sul piano militare, la situazione di Mosca resta difficile. L’offensiva dell’esercito ucraino è stata consistente nelle ultime settimane. Nel Donbass non solo hanno fermato l’avanzata russa, ma hanno messo sotto pressione le province di Lugansk e Donetsk. Mosca dovrà difenderle schierando uomini che in questo momento non ha o non sono bene addestrati.

Ormai, tutti gli osservatori concordano: la guerra sarà lunga e l’inverno terribile. Gli alleati europei e gli Stati Uniti hanno garantito al presidente Zelensky che continueranno le forniture di armi ed equipaggiamento anche durante l’inverno. Il segretario della Nato, Stoltenberg, ha confermato che l’Alleanza Atlantica sarà “al fianco dell’Ucraina tutto il tempo necessario”. Poi annunciato che presiederà una “riunione del gruppo di pianificazione nucleare. La prossima settimana, la Nato terrà la sua esercitazione di deterrenza nucleare pianificata da tempo. Si chiama “Mezzogiorno fisso”. E’ un allenamento di routine, programmato ogni anno”.

Sono, quindi, ancora le armi le protagoniste. La diplomazia tace e mentre Putin si dice ormai pronto a ritirarsi dall’accordo che permetteva al grano ucraino di lasciare i porti per raggiungere il Mondo, Zelensky chiarisce ancora una volta che “con Putin non ci sono spazi diplomatici possibili. Tratteremo solo con un altro, eventuale, capo della Russia”. Una posizione dura, che trova l’esatta controparte nel capo del Cremlino. Il presidente russo si è detto possibilista circa un confronto con Biden, non con Zelensky. E’ l’ennesimo sfregio: il Cremlino continua a non riconoscere come legittimo il governo di Kiev e mette in dubbio la sovranità dell’Ucraina, tanto da voler trattare con Washington. Un gioco terribile, che fa capire come, per tutti, la pace sia cosa secondaria.

Foto di Casper Ghost da Pixabay
L’articolo è stato pubblicato su Unimondo il 14 ottobre 2022

La guerra è guerra e gli affari sono affari. Leggi tutto »

In parole e immagini. Luigi Ghirri e Gianni Celati

In parole e immagini. Luigi Ghirri e Gianni Celati Leggi tutto »

Contro la guerra, contro ogni guerra

di Clare Daly 

Discorso tenuto dalla parlamentare europea Clare Daly, irlandese, esponente del partito Independents 4 Change, facente parte del gruppo al Parlamento Europeo Gue/Ngl. La sessione del Parlamento Europeo è del 7 ottobre 2022. La traduzione è di Giorgio Riolo

La guerra in Ucraina sta velocemente progredendo verso un orrore di sempre più vaste dimensioni. E da ciò che praticamente posso vedere, nessuno in quest’aula si sta adoperando per scongiurarla. Di fatto, la gran parte delle persone sembra lasciare che l’escalation prosegua. E in questo momento preciso, naturalmente, come avviene di solito, le voci che sfidano la corsa alla guerra vengono attaccate e messe in silenzio, vengono diffamate quali voci di traditori, di compari, di fantocci di Putin, di leccapiedi del Cremlino, di essere agenti russi.
Francamente, è patetico. E non lo dico con leggerezza. Ma la rozzezza e il cinismo di questi insulti provenienti dai partiti dominanti dell’Unione Europea potrebbero benissimo essere stati scritti da Herman Göring. Il quale in modo infame disse che anche se il popolo non vuole mai la guerra, lo stesso può essere condotto a fare la guerra per mezzo di menzogne e di calunnie. Disse “tutto ciò che dovete fare è sostenere che esso è sotto attacco, denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, mettendo così in pericolo il proprio paese”. Funziona sempre, in ogni caso. Dove esso viene condotto, voi seguite.
Questo parlamento dovrebbe vergognarsi per questo dibattito. Le parole vengono stravolte, il significato sovvertito e la verità rovesciata. Opporsi alla orribile follia della guerra non significa essere antieuropei. Non è essere anti ucraini. Non è essere filorussi. È buon senso. La classe lavoratrice europea non ha niente da guadagnare da questa guerra. Ha tutto da perdere.
E trovo risibile che coloro i quali chiamano alle armi per l’Ucraina, mai sollecitano alle armi per il popolo palestinese oppure per il popolo dello Yemen.
Diversamente da voi, mi oppongo a ogni guerra. Voglio che essa venga fermata. Non mi scuso per questo. E non farò da capro espiatorio e nemmeno voglio essere bollata per questo.

L’articolo è stato pubblicato su Effimera l’11 ottobre 2022

Contro la guerra, contro ogni guerra Leggi tutto »